Semplificazioni registrazione atti e proroga termini prescrizione e decadenza: valgono anche per l'imposta di registro?

Al fine di fronteggiare la situazione straordinaria ed urgente determinata dall’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Coronavirus sussistono modalità semplificate di svolgimento delle attività di registrazione atti?
L’atto inviato per e-mail deve comunque essere portato in originale in ufficio una volta terminato il periodo di emergenza?
La proroga dei termini di prescrizione e decadenza vale anche per l’imposta di registro? Sussiste, a tal riguardo, un “ripensamento” di questa proroga in fase di conversione del D.L. 18/2020?

semplificazioni registrazione attiRegistrazione atti e proroga dei termini di prescrizione e decadenza: modalità semplificate

E’ noto che attualmente sussistono semplificazioni nello svolgimento delle attività[1], dirette a privilegiare la relazione “a distanza” sia con l’utenza, tramite contatto telefonico o per via telematica, sia tra gli operatori.

In tal modo si garantisce alla collettività la fruizione dei servizi essenziali riducendo al minimo gli accessi fisici in ufficio.

Per la domanda di servizi, il contribuente presenta preferibilmente via e-mail, PEC o tramite i Servizi telematici dell’Agenzia[2] la richiesta, corredandola della documentazione necessaria e indicando i propri riferimenti per i contatti successivi, strumentali alla conclusione della pratica.

Il contribuente autocertifica inoltre di essere in possesso dell’originale dei documenti inviati all’Agenzia delle Entrate.[3]

L’operatore dell’ufficio esamina la domanda, contatta eventualmente il contribuente, tramite gli stessi canali, per acquisire ulteriori elementi, ad esempio, per completare l’istruttoria o per riscontrarne la provenienza, conclude la lavorazione con l’ausilio degli applicativi di supporto necessari (operazionali, NSD, etc.), e fornisce al contribuente l’esito utilizzando lo stesso mezzo di contatto[4].

L’articolo 67, al comma 1, del decreto-legge n. 18 del 2020 prevede la sospensione dall’8 marzo al 31 maggio 2020 dei termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici degli enti impositori.

La disposizione predetta non incide sul prosieguo, con modalità agile, delle attività interne, preparatorie o istruttorie – che peraltro, in genere, non comportano uno scambio diretto con il contribuente a meno che non si tratti di rispondere a delle specifiche istanze da questi presentate, che ben possono essere espletate anche in periodo di sospensione dei termini.

La citata previsione normativa non sospende, né esclude, le attività degli Uffici, ma disciplina la sospensione dei termini relativi alle attività di controllo e di accertamento.

 

Registrazione atti: le previsione del Decreto Cura Italia

Secondo la previsione di cui all’articolo 62 del Decreto Cura Italia «Per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato sono sospesi gli adempimenti tributari diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020».

L’art. 62, comma 1, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 prevede la sospensione degli adempimenti tributari [5]diversi dai versamenti[6] nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.

Per l’articolo 62 citato, tutti gli adempimenti tributari, diversi dal pagamento di imposte e dall’effettuazione delle ritenute in scadenza tra l’8 marzo e il 31 maggio – possono essere effettuati entro il mese di giugno.

Pertanto, anche l’adempimento della registrazione risulta sospeso.

Il contribuente, peraltro, se intende comunque presentare l’atto per la registrazione, è tenuto a pagare le relative imposte e diritti, in quanto tali versamenti non rientrano nella sospensione.

Tra gli adempimenti tributari sospesi rientra anche l’assolvimento dell’obbligo di registrazione in termine fisso, previsto dall’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131 (Testo Unico dell’imposta di registro o TUR).

In base all’articolo 10 del Testo Unico dell’imposta di registro (TUR) sono obbligati, poi, a richiedere la registrazione:

  1. le parti contraenti per le scritture private non autenticate, per i contratti verbali e per gli atti pubblici e privati formati all’estero nonché i rappresentanti delle società o enti esteri, ovvero uno dei soggetti che rispondono delle obbligazioni…
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