La donazione modale e il fisco

In questo articolo spieghiamo in cosa consiste la donazione definita modale (in breve: soggetta ad onere) e ne analizziamo i risvolti fiscali, che lasciano aperti alcuni dubbi interpretativi

donazione modaleLa donazione modale: introduzione

Il codice civile prevede la donazione  modale all’articolo 793 che così recita:

art 793 – Donazione modale

La donazione può essere gravata da un onere.

Il donatario è tenuto  all’adempimento dell’onere entro i limiti del valore della cosa donata.

………  “

L’oggetto della prestazione, da rendere nei confronti del donante stesso o di terzi beneficiari, cui il donatario è tenuto, può consistere in un dare, facere o non facere.

A  titolo esemplificativo, “dare una determinata somma di denaro, in unica soluzione o periodicamente, compiere una determinata attività (come prestare assistenza materiale e morale al donante o a un terzo), fare un determinato uso dei beni donati; consentire un determinato comportamento di terzi; astenersi da qualcosa. Non è tuttavia richiesto che vi sia connessione tra l’oggetto del modus e l’oggetto della donazione“[1].

La Corte di Cassazione (sentenza n. 6925 del 7 aprile 2015) ha precisato che la presenza del modus non snatura l’essenza della donazione.

La causa dell’atto è infatti sempre lo spirito di liberalità, anche se accanto si pone un interesse del donante che trova realizzazione mediante l’adempimento dell’onere.

La donazione modale non può pertanto  rientrare  nella categoria dei  contratti a titolo oneroso, in quanto il modus non può assumere la veste del corrispettivo.

La causa del negozio rimane la liberalità, peraltro limitata dalla presenza di un onere. 

Ne consegue che il bene oggetto di donazione modale, come tutti gli altri beni, è assoggettato all’obbligo della collazione. 

Ma in ogni caso  è necessario provare che, pur non avendo natura di corrispettivo, comporta in ogni caso una diminuzione del valore della donazione

In caso di lesione della  quota  di legittima spettante per legge agli altri congiunti, la valutazione di tale onere dovrà  essere detratta  dal valore del bene donato.

 

Donazione modale: il trattamento fiscale

L’imposta sulle donazioni si applica sul valore dei beni e dei diritti  oggetto della donazione, ovviamente al netto delle passività.

E’ da calcolare anche al netto del valore dell’onere?  E qui la risposta sarà un po’ articolata, come vedremo.

Si ricorda che , ex  art.2 comma 449 D.L. n 262/2006 e successive modifiche e integrazioni, ai fini della determinazione della base imponibile per calcolare l’imposta sulle donazioni , dal valore dei beni e diritti donati è da detrarre l’ammontare degli oneri “diversi  da quelli indicati dall’articolo 58, comma 1″ del TUS.

L’art. 58, c.1 del TUS  prevede che gli oneri  che hanno per oggetto prestazioni a soggetti terzi determinati individualmente si considerano donazioni a favore dei beneficiari stessi.

Si possono quindi detrarre solo gli oneri posti a carico del donatario  e aventi per oggetto  prestazioni che non siano rivolte a soggetti  terzi determinati individualmente.

Al contrario, gli oneri  di cui all’art. 58, c.1, del TUS, consistenti appunto in prestazioni a favore di soggetti terzi determinati individualmente si devono  considerare, ai fini  dell’applicazione dell’imposta, donazioni effettuate a favore di questi ultimi soggetti e non si potranno detrarre  dall’ammontare complessivo della donazione.

In un lontano passato, con riferimento  comunque ad un sistema fiscale diverso, aveva trattato di aspetti similari la Risoluzione n. 270584 del 31 marzo 1978 la quale aveva recepito il principio fissato dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 748/1972): la donazione  di un immobile , con obbligo da parte del donatario di estinguere il mutuo fondiario gravante l’immobile medesimo deve soggiacere  alla tassazione con l’aliquota propria della donazione fino a concorrenza del valore del bene, depurato dall’onere del mutuo, mentre sull’accollo di quest’ultimo da parte del donatario non era dovuta l’imposta di…

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