Al via da febbraio le tutele assicurative per i riders

Dal 1° febbraio le aziende di delivery e i committenti che si avvalgono dei riders devono effettuare la denuncia all’INAIL e versare quanto dovuto a titolo di assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali per tali soggetti.

tutele assicurative ridersTutele assicurative per riders

 

Con l’istruzione operativa del 23 gennaio 2020 n. 866 l’INAIL fornisce le prime indicazioni con riferimento alla copertura assicurativa a favore di lavoratori autonomi che svolgono “attività di consegna beni per conto altrui, in ambito urbano e con l’ausilio di velocipedi o veicoli a motore, attraverso piattaforme anche digitali”: detto in altri termini, le tutele assicurative per i riders.

Ciò è stato stabilito da parte del Decreto Legislativo n. 81/2015, articolo 47-septies, introdotto con l’art. 1, comma 1, lettera c) del D.L. n. 101 del 3 settembre 2019, convertito con modificazioni con la L. n. 128/2019.

Così, in caso di infortunio o di malattia professionale, i riders hanno ora diritto, per effetto dell’estensione della copertura assicurativa Inail, alle medesime prestazioni previste in favore della generalità dei lavoratori dipendenti, quali:

  • l’indennità per inabilità temporanea assoluta;
     
  • le prestazioni per danno permanente in capitale e in rendita (comprese quelle per eventi mortali);
     
  • le prime cure e le prestazioni protesiche e riabilitative, oltre alle altre prestazioni sanitarie integrative riconosciute dall’Istituto alla generalità dei lavoratori dipendenti e parasubordinati assicurati.

 

Si dà così il via alla corretta applicazione delle disposizioni che hanno esteso l’obbligo assicurativo ai lavoratori autonomi che svolgono attività di consegne di beni per conto altrui, con delle prime istruzioni da parte dell’INAIL, che saranno successivamente integrate da una circolare ad hoc che sarà pubblicata dall’istituto assicurativo.

 

Tutele assicurative per riders: i fondamenti normativi

 

Il D.L. n. 101 del 3 settembre 2019, convertito con modificazioni con la L. n. 128/2019, ha previsto all’articolo 1, una modifica al D.Lgs. n. 81/2015: si prevede infatti l’introduzione nel testo del D.Lgs. n. 81/2015 dell’art. 47-septies, con il quale si prevede che i lavoratori autonomi che svolgono attività quali consegna beni per conto altrui con l’ausilio di velocipedi o veicoli a motore avvalendosi di piattaforme anche digitali – detti “riders” – “sono comunque soggetti alla copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali” di cui al T.U. 30 giugno 1965, n. 1124.

Le modifiche introdotte con il D.L. n. 101/2019 hanno anche apportato una definizione di “piattaforme digitali” intendendosi tali “i programmi e le procedure informatiche utilizzati dal committente che, indipendentemente dal luogo di stabilimento, sono strumentali alle attività di consegna di beni, fissandone il compenso e determinando le modalità di esecuzione della prestazione”.

In considerazione di quanto detto finora, a partire dal 1° febbraio 2020 ai lavoratori autonomi che svolgono attività di consegna anche secondo tipologie contrattuali di lavoro autonomo occasionale sono garantite le tutele assicurative per riders, già concesse dall’INAIL a chi svolge l’attività suddetta in qualità di lavoratore subordinato o parasubordinato.

 

Chi è soggetto all’obbligo assicurativo

 

A partire dal 1° febbraio 2020 sono tenuti ad adempiere all’obbligo assicurativo nei confronti dei riders le aziende committenti o di delivery che utilizzano la piattaforma digitale. A carico di tali soggetti si avrà l’obbligo di adempiere a quanto previsto dal T.U. n. 1124/1965 nei confronti del datore di lavoro.

Così il committente, se non è già titolare di codice ditta e di specifica posizione assicurativa territoriale (PAT) INAIL, deve trasmettere all’Istituto la denuncia di iscrizione contestualmente o prima della data di inizio delle attività (quindi entro il 1° febbraio 2020), fornendo le informazioni utili alla valutazione del rischio e al calcolo del premio assicurativo, per tutte le attività svolte, tra le quali l’attività di consegna dei beni per conto altrui.

Nel caso in cui il committente

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