Brexit e risvolti previdenziali nel periodo transitorio: istruzioni

di Antonella Madia

Pubblicato il 13 febbraio 2020

Il divorzio tra Regno Unito e Unione Europea ha risvolti pratici di notevole complessità.
Fino al 31 dicembre 2020 è però previsto un regime transitorio che dovrebbe rendere meno netto il distacco, e in tale scenario l’INPS ha fornito istruzioni con riferimento alla gestione di prestazioni previdenziali quali malattia, maternità o disoccupazione ma anche in materia di trattamenti pensionistici.

Brexit e risvolti previdenziali nel periodo transitorio: istruzioniI risvolti previdenziali della Brexit e le istruzioni INPS

Come noto, a partire dal 1° febbraio 2020 il Regno Unito non fa più parte dell’Unione Europea.

Tale processo ha seguito una strada tortuosa che ha avuto bisogno di diversi anni per arrivare a mettere definitivamente un punto alla questione.

Adesso però che l’UK non fa più parte dell’UE, tanti sono i risvolti previdenziali della Brexit, in tema di rapporti tra UK e Unione, e tra questi, numerosi sono i risvolti di tipo fiscale e previdenziale che incideranno sulla gestione di questioni previdenziali e pensionistiche.

Ma la Brexit non è comunque avvenuta con un “colpo secco”, in quanto al fine di assicurare una certa continuità è stato stabilito un periodo di transizione, che decorre dal 1° febbraio 2020 e si protrae fino al 31 dicembre 2020, durante il quale il diritto dell'Unione in materia di sicurezza sociale continua sostanzialmente ad applicarsi al Regno Unito.

In considerazione dei risvolti previdenziali della Brexit, e anche pensionistici, l’INPS ha fornito specifiche istruzioni con la Circolare n. 16 del 4 febbraio 2020 da applicarsi durante il periodo di transizione (1° febbraio 2020 – 31 dicembre 2020).

Nulla ancora invece è previsto per il periodo successivo al 31 dicembre 2020, ma ragionevolmente