Definizione agevolata sanzioni: vale la data dell’accredito del bonifico

La Corte di Cassazione fissa in maniera netta i termini in cui il contribuente può procedere alla definizione agevolata delle sanzioni. Esaminiamo il caso di studio, puntando il mouse sul pagamento delle sanzioni a mezzo bonifico bancario

Definizione agevolata sanzioni: vale la data dell’accredito del bonificoCon l’ordinanza n.15359 del 6 giugno 2019 la Corte di Cassazione fissa in maniera netta i termini in cui il contribuente può procedere alla definizione agevolata delle sanzioni.

 

Definizione agevolata sanzioni: il fatto

 

L’Agenzia delle dogane e dei monopoli notificava, in data 22 novembre 2012, atto di contestazione di sanzioni per l’importo di € 15.000,00 per la violazione dell’art. 303, terzo comma, TULD.

La contribuente in data 21 gennaio 2013 disponeva a mezzo bonifico bancario il pagamento della somma di € 5.000,00, pari ad un terzo della sanzione, che veniva accreditata il successivo 23 gennaio, oltre il termine di 60 giorni previsto per la definizione agevolata.

Di conseguenza l’Ufficio iscriveva a ruolo l’importo residuo e notificava la relativa cartella, che veniva impugnata, eccependo l’avvenuta definizione agevolata delle sanzioni ex art. 16, comma 3, d.lgs. 472 del 1997.

L’impugnazione era accolta dalla Commissione tributaria provinciale di Genova.

La sentenza era confermata dal giudice d’appello.

L’Agenzia delle dogane e dei monopoli ricorre per cassazione.

 

La sentenza

 

Per gli Ermellini il motivo è fondato.

L’art. 16, comma 3, d.lgs. n. 472 del 1997 prevede che, in caso di irrogazione di sanzione, il contribuente può «definire la controversia con il pagamento di un importo pari ad un terzo della sanzione indicata», che deve essere effettuato «entro il termine previsto per la proposizione del ricorso», ossia “60 giorni, indicazione che rende evidente sia il carattere perentorio del termine in questione (poiché assolve alla funzione di evitare l’instaurazione del giudizio), sia la necessità che il pagamento sia effettivo”.

Nella vicenda in esame è incontroverso, dandone atto la stessa CTR, che “il pagamento è stato effettuato l’ultimo giorno utile (il 21 gennaio 2013) a mezzo di bonifico bancario, ma che il relativo importo è stato accreditato solo il successivo giorno 23 gennaio, sicché l’adempimento è stato tardivo”.

Per la Corte è, invece:

irrilevante che la contribuente avesse provveduto, il 21 stesso, ad inviare a mezzo fax copia della disposizione trattandosi di attività che, pur intesa a dimostrare l’intento di accedere alla definizione agevolata, non è esaustiva dell’obbligo di pagamento. Occorre ricordare, sul punto, che secondo i principi generali in tema di adempimento delle obbligazioni, in caso di bonifico bancario è necessario che il creditore entri nella materiale disponibilità del denaro (Cass. n. 149 del 10/01/2003; Cass. n. 18877 del 10/07/2008). E, del resto, la disposizione bancaria è compiuta salvo buon fine ed è atto che può essere posto nel nulla se la revoca intervenga prima della sua esecuzione”.

 

Validità della data di accredito del bonifico: brevi note

 

La Corte di Cassazione, con la sentenza che si annota, ha accolto il ricorso delle Dogane che chiedevano la riforma della pronuncia di secondo grado, ritenendo che vale la data di accredito del bonifico.

La linea rigida della Corte Suprema si era già manifestata con altre pronunce (cfr. fra le altre, l’ordinanza n. 12661 del 9 giugno 2011, con cui i giudici supremi hanno ritenuto che anche una lieve differenza tra l’importo dovuto a seguito del ravvedimento operoso e quello versato pregiudica il perfezionamento dell’istituto.

Infatti, il ravvedimento operoso si perfeziona mediante l’integrale osservanza degli adempimenti imposti dall’art.13 del DLgs. n. 472/97.

Ove, invece, il contribuente commetta un errore nella computazione della sanzione irrogabile, il ravvedimento non può ritenersi perfezionato, per cui è legittima la ripresa a tassazione delle sanzioni nella misura dovuta).

Ma detta linea appare ineccepibile giuridicamente e già peraltro affermata dalle Entrate, per altra fattispecie vertente, di fatto, su analoga questione.

 

Il parere dell’Agenzia delle Entrate

 

Infatti, con la circolare n. 38/E del 23 giugno 2010 (paragrafo 3.3), le…

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