Un caso di definizione agevolata delle sanzioni tributarie a seguito indebita compensazione

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 24 giugno 2017

analizziamo un caso di contestazione da parte del Fisco di indebita compensazione tra crediti e debiti di imposta: il contribuente può definire le sanzioni tributarie in via agevolata?

accertamento-e-processo-tributario-corso-roma-iv-trimestre-2017La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18682 del 23.9.2016, ha chiarito alcuni aspetti controversi in tema di sanzioni e definizione agevolata ex art. 17, comma 3, D.lgs 472/97.

Nel caso di specie la CTR del Friuli aveva accolto l'appello di una società avverso la decisione che in primo grado aveva dichiarato legittimo l'atto di contestazione, notificato alla medesima in conseguenza di un'indebita compensazione tra crediti e debiti di imposta, a mezzo del quale l'Agenzia delle Entrate, reputando inapplicabile alla specie l'art. 17, c. 3, D.lgs. 472/97 e, quindi, inefficace il pagamento in misura ridotta effettuato dalla parte, aveva determinato le sanzioni nella misura ordinaria del 30%.

La CTR motivava il proprio deliberato, osservando che, pur tenendo conto delle diverse modalità procedurali previste nella specie e della discrezionalità di cui dispone l'ufficio in materia, "ciò non può comportare un trattamento deteriore nei confronti del contribuente".

D'altronde, rilevava ancora il giudice di merito, "l'art. 2 D.lg 462/97 prevede obbligatoriamente l'invio al contribuente di una comunicazione che precede l'iscrizione a ruolo così da permettere ... il pagamento delle sanzioni in misura ridotta".

Né, sempre secondo lo stesso giudice, era poi trascurabile il fatto che l'art. 13 D.lgs. 471/97 "preveda solamente il caso di omesso o ritardato pagamento ovvero di minori eccedenze detraibili", mentre nel caso in esame si trattava di compensazione tra debiti e crediti.

Avverso tale sentenza ricorreva quindi l'Agenzia delle Entrate, eccependo la violazione e falsa applicazione degli artt. 17, comma 3, D.lgs. 472/97, 2 D.lgs. 462/97 e 13 D.lgs. 471/97, in quanto, contrariamente all'assunto del giudice d'appello, indipendentemente dal procedimento di irrogazione utilizzato, l'art. 17 citato "prevede espressamente che relativamente alle sanzioni per omesso o tardivo pagamento dei tributi, non si applica la definizione agevolata prevista dagli artt. 16, comma 3 e 17, comma 2, del D.lgs 472/97", irrilevante risultando sia l'argomento ritratto dall'art. 2 citato, vertendosi nella specie "in