ACE: ripristino dal 2020

La disciplina relativa all’ACE consente alle imprese di dedurre, in sede di determinazione del reddito di impresa, un importo corrispondente a una certa percentuale della “variazione nozionale del capitale proprio”, cioè degli incrementi patrimoniali al netto di alcune componenti “decrementative”. L’incremento viene fatto per ogni periodo di imposta rispetto alla data “fissa” del 31.12.2010.
Tra le novità fiscali più rilevanti contenute nella legge di bilancio 2020 figura la reintroduzione dell’ACE, con modalità descritte in questo intervento, che (cancellando le norme abrogative) ripristinano il meccanismo agevolativo a valere già sul reddito di impresa del 2019.

ace aiuto crescita economica ripristino dal 2020ACE: aspetti generali

 

L’ACE (aiuto alla crescita economica) è sostanzialmente un incentivo alla capitalizzazione delle imprese, finalizzato a riequilibrare il trattamento fiscale tra le imprese che si finanziano con debito e quelle che si finanziano con capitale proprio.

La platea soggettiva dell’agevolazione include sia i soggetti IRES residenti che le società di persone e le persone fisiche che dichiarano redditi di impresa.

L’agevolazione spetta alle imprese il cui capitale proprio viene incrementato mediante conferimenti in denaro e accantonamenti di utili a riserva.

Al fine di incentivare la patrimonializzazione delle imprese, l’ACE consente di dedurre dal reddito delle società di capitale, delle persone e delle ditte individuali in contabilità ordinaria, un importo corrispondente al rendimento figurativo degli incrementi di capitale.

Il calcolo dell’importo deducibile si effettua a partire dalla sommatoria dei componenti che hanno inciso positivamente (conferimenti, utili accantonati) e negativamente (riduzioni di patrimonio con attribuzione ai soci, acquisti di partecipazioni in società controllate, acquisti di aziende o rami di aziende) sul capitale.

Il risultato viene confrontato con il patrimonio netto contabile risultante dal bilancio di esercizio, determinando l’incremento patrimoniale che costituisce la base di calcolo dell’ACE.

 

ACE: Aliquote

 

Il meccanismo agevolativo prevede la deduzione dal reddito di impresa complessivo netto dichiarato di un importo corrispondente al rendimento nozionale del nuovo capitale proprio, che era fissato al 3% per i primi tre periodi d’imposta di applicazione della normativa in parola, mentre per i periodi di imposta in corso al 31.12.2014, 2015 e 2016 l’aliquota era fissata, rispettivamente, al 4%, al 4,5% e al 4,75%.

Nel 2017 il rendimento nozionale è sceso al 2,3% per il 2017, e sarebbe dovuto stabilizzare a regime, dal 2018, al 2,7%.

In seguito, però, l’aliquota agevolata relativa al 2018 è stata ridotta all’1,5% (art. 7 D.L. 24.04.2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla legge 21.06.2017, n. 96.

 

Base di calcolo dell’ACE

 

L’ACE viene calcolato come variazione della dotazione patrimoniale di un’impresa a scopo di investimento nella stessa da parte dell’imprenditore/dei soci.

A tale riguardo è opportuno rammentarne brevemente il funzionamento (per quanto riguarda i soggetti IRES).

La variazione in aumento del capitale proprio che dà diritto all’agevolazione è sempre quella riferita al capitale esistente alla chiusura dell’esercizio in corso al 31.12.2010.

Tale variazione è costituita dalla somma algebrica, se positiva, degli elementi indicati ai commi 2 e 3 dell’art. 5 del decreto attuativo (D.M. 14.03.2012, e in seguito D.M. 03.08.2017).

La somma algebrica, dalla quale scaturisce la base ACE, deve quindi essere eseguita tra i seguenti elementi:

 

Elementi positivi (art. 5, comma 2):

 

  • conferimenti in denaro versati dai soci o partecipanti nonché quelli versati per acquisire la qualificazione di soci o partecipanti; si considera conferimento in denaro la rinuncia incondizionata dei soci al diritto alla restituzione dei crediti verso la società nonché la compensazione dei crediti in sede di sottoscrizione di aumenti del capitale.
    I conferimenti eseguiti in attuazione di una delibera di aumento di capitale rilevano se tale delibera è assunta successivamente all’esercizio di riferimento (cioè all’esercizio precedente quello in cui si registra la variazione in aumento rilevante ai fini ACE);
     
  • utili accantonati a riserva, ad esclusione di quelli destinati a riserve non disponibili.

 

Elementi negativi (art. 5, comma 4):

 

  • riduzioni del patrimonio netto con attribuzione, a qualsiasi titolo, ai soci o partecipanti.
    Per i soggetti che applicano i principi contabili internazionali la riduzione del patrimonio netto conseguente all’acquisto di azioni proprie rileva nei limiti…
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