ACE: ripristino dal 2020

di Fabio Carrirolo

Pubblicato il 9 gennaio 2020

La disciplina relativa all’ACE consente alle imprese di dedurre, in sede di determinazione del reddito di impresa, un importo corrispondente a una certa percentuale della “variazione nozionale del capitale proprio”, cioè degli incrementi patrimoniali al netto di alcune componenti “decrementative”. L’incremento viene fatto per ogni periodo di imposta rispetto alla data “fissa” del 31.12.2010. Tra le novità fiscali più rilevanti contenute nella legge di bilancio 2020 figura la reintroduzione dell’ACE, con modalità descritte in questo intervento, che (cancellando le norme abrogative) ripristinano il meccanismo agevolativo a valere già sul reddito di impresa del 2019.

ace aiuto crescita economica ripristino dal 2020ACE: aspetti generali

 

L’ACE (aiuto alla crescita economica) è sostanzialmente un incentivo alla capitalizzazione delle imprese, finalizzato a riequilibrare il trattamento fiscale tra le imprese che si finanziano con debito e quelle che si finanziano con capitale proprio.

La platea soggettiva dell’agevolazione include sia i soggetti IRES residenti che le società di persone e le persone fisiche che dichiarano redditi di impresa.

L’agevolazione spetta alle imprese il cui capitale proprio viene incrementato mediante conferimenti in denaro e accantonamenti di utili a riserva.

Al fine di incentivare la patrimonializzazione delle imprese, l'ACE consente di dedurre dal reddito delle società di capitale, delle persone e delle ditte individuali in contabilità ordinaria, un importo corrispondente al rendimento figurativo degli incrementi di capitale.

Il calcolo dell'importo deducibile si effettua a partire dalla sommatoria dei componenti che hanno inciso positivamente (conferimenti, utili accantonati) e negativamente (riduzioni di patrimonio con attribuzione ai soci, acquisti di partecipazioni in società controllate, acquisti di aziende o rami di aziende) sul capitale.

Il risultato viene confrontato con il patrimonio netto contabile risultante dal bilancio di esercizio, determinando l'incremento patrimoniale che costituisce la base di calcolo dell'ACE.

 

ACE: Aliquote

 

Il meccanismo agevolativo prevede la deduzione dal reddito di impresa complessivo netto dichiarato di un importo corrispondente al rendimento nozionale del nuovo capitale proprio, che era fissato al 3% per i primi tre periodi d’imposta di applicazione della normativa in parola, mentre per i periodi di imposta in corso al 31.12.2014, 2015 e 2016 l’aliquota era fissata, rispettivamente, al 4%, al 4,5% e al 4,75%.

Nel 2017 il rendimento nozionale è sceso al 2,3% per il 2017, e sarebbe dovuto stabilizzare a regime, dal 2018, al 2,7%.

In seguito, però, l’aliquota agevolata relativa al 2018 è stata ridotta all’1,5% (art. 7 D.L. 24.04.2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla legge 21.06.2017, n. 96.

 

Base di calcolo dell'ACE

 

L’ACE viene calcolato come variazione della dotazione patrimoniale di un’impresa a scopo di investimento nella stessa da parte dell’imprenditore/dei soci.

A tale riguardo è opportuno rammentarne brevemente il funzionamento (per q