I controlli del revisore legale sulla valutazione del patrimonio netto

Le recenti modifiche alle disposizioni del Codice Civile concernenti la predisposizione del bilancio, incidendo su classificazione e contenuto delle voci di patrimonio netto hanno fatto sì che, per il revisore legale, divenisse di fondamentale importanza una attenta analisi della contabilizzazione delle poste del patrimonio netto, alla luce del Principio contabile OIC n. 28 e delle nuove responsabilità collegate alla disciplina della crisi d’impresa

valutazione del patrimonio nettoValutazione del patrimonio netto: com’è cambiata negli ultimi anni

 

Le modifiche introdotte dal Legislatore D.lgs. 18.08.2015, n. 139 alle disposizioni del codice civile concernenti la predisposizione del bilancio, hanno inciso, in modo significativo, sulla valutazione del patrimonio netto e sulla movimentazione delle relative voci in occasione di operazioni tra società e soci.

E’ quindi di primaria importanza per il revisore legale operare una attenta analisi della contabilizzazione delle poste del patrimonio netto, alla luce del Principio contabile OIC n. 28, che svolge un imprescindibile ruolo di integrazione e interpretazione delle norme di legge in materia di bilancio, senza il quale l’applicazione della disciplina sarebbe in molti casi ambigua e incerta.

 

Valutazione del patrimonio netto: esame delle singole poste

 

Il patrimonio netto, come noto, è la differenza tra le attività e le passività di bilancio.

Si distinguono le diverse voci:

I — Capitale.

II — Riserva da soprapprezzo delle azioni.

III — Riserve di rivalutazione.

IV — Riserva legale.

V — Riserve statutarie.

VI — Altre riserve, distintamente indicate.

VII – Riserva per operazioni di copertura dei flussi finanziari attesi.

VIII — Utili (perdite) portati a nuovo.

IX — Utile (perdita) dell’esercizio.

X – Riserva negativa per azioni proprie in portafoglio.

 

Le società che redigono il bilancio in forma ridotta e ridottissima devono riportare in bilancio tutte le voci del patrimonio netto perché sono voci indicate con i numeri romani.

I finanziamenti ricevuti da soci che prevedono un obbligo di restituzione delle somme ricevute sono trattati nell’OIC 19Debiti”, mentre i versamenti effettuati dai soci che non prevedono un obbligo di restituzione delle somme ricevute sono trattati nell’OIC 28.

Si analizza, separatamente, il contenuto delle diverse poste di netto.

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Il capitale

 

Si iscrive l’importo nominale del capitale sociale di costituzione e delle successive sottoscrizioni degli aumenti di capitale da parte dei soci anche se non ancora interamente versati, aggiornato per le modifiche dovute ad altre operazioni sul capitale.

Nel passaggio di capitale a riserve, il credito verso soci per versamenti ancora dovuti – con separata indicazione della parte già richiamata – è iscritto nella voce A “Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti” dell’attivo dello stato patrimoniale.

 

Riserva da sovrapprezzo delle azioni

 

Si iscrivono:

  • l’eccedenza del prezzo di emissione delle azioni o delle quote rispetto al loro valore nominale;

 

ESEMPIO: Crediti v/soci a Diversi

 a Capitale sociale

 a Riserva da sovrapprezzo azioni

 

  • le differenze che emergono a seguito della conversione delle obbligazioni in azioni;
     
  • le differenze che emergono a seguito della conversione delle obbligazioni in azioni

 

Riserve di rivalutazione

 

Secondo quanto previsto dalla C.M. 14/E/17, si iscrivono le rivalutazioni di attività previste dalle leggi speciali in materia, alcune delle quali possono prevedere una specifica evidenza in bilancio tre metodologie:

 

  • incremento sia dell’importo dei cespiti che del Fondo ammortamento;
     
  • incremento del costo storico dei cespiti;
     
  • riduzione del fondi ammortamento.

 

Incremento sia dell’importo dei cespiti che del fondo ammortamento

 

Rivalutazione del costo storico e del fondo di ammortamento, mantenendo inalterata l’originaria durata del processo di ammortamento.

Per esempio, si ipotizza che un bene che abbia un valore contabile di 6.000 euro, un fondo ammortamento di 2.500 euro e un importo rivalutabile di 2.000 euro: in tal caso il contribuente può rivalutare il bene incrementando il valore contabile da 6.000 a 7.500 e riducendo il fondo da 2.500 a 2.000 euro.

 

Rivalutazione del solo costo storico

 

Si…

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