Visto di conformità per compensazione crediti fiscali: l'obbligo di identità soggettiva

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che il visto di conformità sulla dichiarazione annuale IVA o sulla dichiarazione annuale dei redditi non può essere apposto da un soggetto diverso da colui che ha predisposto i modelli dichiarativi

Compensazione crediti: necessaria l’identità soggettiva per apporre il visto di conformità

 

compensazioni crediti identità soggettiva visto conformitàCompensazione crediti identità soggettiva: l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il visto di conformità sulla dichiarazione annuale Iva o sulla dichiarazione annuale dei redditi, non può essere apposto da un soggetto diverso da colui che ha predisposto i modelli dichiarativi.

L’indicazione è stata fornita con la Risoluzione n. 99/E del 29 novembre 2019 avente ad oggetto “Articolo 23 del DM 31 maggio 1999, n. 164 – Obbligo di identità soggettiva tra chi appone il visto di conformità e chi trasmette la dichiarazione“.

 

Il documento di prassi richiama a sostegno della tesi la Circ. n. 21/E del 2009 secondo cui “la trasmissione telematica delle dichiarazioni può essere effettuata solo dal professionista che ha apposto il visto di conformità o dall’associazione cui lo stesso appartiene”.

 

Apposizione del visto da parte di un intermediario diverso dal tenutario delle scritture contabili

 

La medesima indicazione è stata fornita dalla più recente Circ. n. 28/E del 2014, che ha esaminato il caso in cui le scritture contabili sono state tenute da un professionista non abilitato all’apposizione del visto di conformità.

A tal proposito l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il contribuente può comunque rivolgersi ad un CAF o ad un professionista per l’ottenimento del visto.

Tuttavia, deve sussistere identità soggettiva tra colui che predispone la dichiarazione e colui che appone il visto sulle relative dichiarazioni annuali.

Invece, come desumibile dalla risposta, può sussistere differenza con il tenutario delle scritture contabili.

 

Mancanza dell’identità soggettiva: sanzioni per il contribuente e per l’intermediario

 

Nell’ipotesi di violazioni, la Risoluzione n. 99/E in rassegna, osserva che laddove il contribuente abbia effettuato il versamento utilizzando in compensazione un credito risultante dalle dichiarazioni annuali, l’ufficio è legittimato al recupero di un importo pari ai crediti indebitamente utilizzati.

Conseguentemente, l’importo sarà considerato come non versato e sarà irrogata la corrispondente sanzione pari al 30 per cento.

 

Nell’ipotesi in cui un professionista dovesse aver apposto un visto su una dichiarazione annuale trasmessa da un altro soggetto, si applicano le sanzioni relative al rilascio del visto infedele di cui all’art. 39 del D.Lgs n. 241/1997, oltre alla possibile sanzione accessoria della sospensione ed inibizione della facoltà di rilascio del visto di conformità previste dalla norma.

 

Ipotesi di mancanza dell’identità soggettiva pre-Risoluzione 99/E/2019

 

Per quanto riguarda l’irrogazione delle predette sanzioni, il documento di prassi in commento mostra un’apertura rispetto al passato, probabilmente dovuta all’applicazione dello statuto del contribuente.

Infatti, nell’ipotesi di mancanza dell’identità soggettiva tra colui che appone il visto e colui che invia la dichiarazione, se la violazione è stata posta in essere prima della diffusione della risoluzione in rassegna, gli uffici potranno non applicare le relative sanzioni.

In particolare, dovrà essere verificata preventivamente la sussistenza della buona fede o la sussistenza delle obiettive condizioni di incertezza di applicazione delle disposizioni, che potrebbero determinare la non punibilità della violazione commessa. Tutto ciò in applicazione dell’art. 6 del D.Lgs n. 472/1997.

 

Le novità 2020 sulle compensazioni di crediti post invio della dichiarazione

 

L’apertura dell’Agenzia delle entrate è rilevante in quanto, il legislatore ha progressivamente ampliato la necessità di apporre il visto di conformità per l’effettuazione delle compensazioni “orizzontali” oltre la soglia massima di 5.000 euro.

Inizialmente la previsione riguardava esclusivamente il credito Iva risultante dalla dichiarazione annuale.

Successivamente, la stessa…

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