CCNL maggiormente rappresentativi e benefici contributivi: precisazioni dell’INL

di Antonella Madia

Pubblicato il 3 ottobre 2019



L’Ispettorato Nazionale del Lavoro con la Circolare n. 9/2019 ritorna sull’argomento dell’applicazione dei CCNL maggiormente rappresentativi per poter legittimamente godere dei benefici contributivi e normativi di cui all’art 1, comma 1175, L. n. 296/2006, specificando in quali occasioni, l’applicazione di contratti privi della maggiore rappresentatività, può garantire comunque la spettanza di tali benefici.

 

L’INL torna sui benefici contributivi quando non sono applicati i CCNL maggiormente rappresentativi

 

ccnl non applicati e sgravi contributiviL’apertura operata da parte dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) con la Circolare n. 7/2019 in relazione all'applicazione di sgravi contributivi anche in caso di mancata adozione dei contratti collettivi nazionali del lavoro comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale, è stata nuovamente discussa, grazie a un ulteriore intervento da parte dell'INL, precisamente con la Circolare n. 9 del 10 settembre 2019, con la quale sono stati forniti ulteriori chiarimenti in merito all’apertura operata su tale tema dalla Circolare di maggio 2019.

 

 

Benefici normativi e contributivi anche a chi non applica i CCNL maggiormente rappresentativi

 

Andando a ritroso, è opportuno specificare cosa prevede la Circolare n. 7/2019 per capire perché, dopo soli pochi mesi, l’Ispettorato è dovuto ritornare sul tema.

L’apertura nei confronti delle aziende che non applicano i contratti collettivi maggiormente rappresentativi in realtà detta così parrebbe una stortura del sistema, quando invece l’opinione dell’organo ispettivo appare pienamente condivisibile sulla base delle motivazioni apportate.

Infatti, l