CCNL maggiormente rappresentativi e benefici contributivi: precisazioni dell'INL

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro con la Circolare n. 9/2019 ritorna sull’argomento dell’applicazione dei CCNL maggiormente rappresentativi per poter legittimamente godere dei benefici contributivi e normativi di cui all’art 1, comma 1175, L. n. 296/2006, specificando in quali occasioni, l’applicazione di contratti privi della maggiore rappresentatività, può garantire comunque la spettanza di tali benefici.

 

L’INL torna sui benefici contributivi quando non sono applicati i CCNL maggiormente rappresentativi

 

ccnl non applicati e sgravi contributiviL’apertura operata da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) con la Circolare n. 7/2019 in relazione all’applicazione di sgravi contributivi anche in caso di mancata adozione dei contratti collettivi nazionali del lavoro comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale, è stata nuovamente discussa, grazie a un ulteriore intervento da parte dell’INL, precisamente con la Circolare n. 9 del 10 settembre 2019, con la quale sono stati forniti ulteriori chiarimenti in merito all’apertura operata su tale tema dalla Circolare di maggio 2019.

 

 

Benefici normativi e contributivi anche a chi non applica i CCNL maggiormente rappresentativi

 

Andando a ritroso, è opportuno specificare cosa prevede la Circolare n. 7/2019 per capire perché, dopo soli pochi mesi, l’Ispettorato è dovuto ritornare sul tema.

L’apertura nei confronti delle aziende che non applicano i contratti collettivi maggiormente rappresentativi in realtà detta così parrebbe una stortura del sistema, quando invece l’opinione dell’organo ispettivo appare pienamente condivisibile sulla base delle motivazioni apportate.

Infatti, l‘articolo 1, comma 1175, della L. n. 296/2006, prevede che i benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale siano subordinati al possesso del DURC, fermo restando il rispetto degli altri obblighi di legge e degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Quanto previsto da parte della Circolare n. 7/2019, andava in un certo senso a rivedere l’opinione della precedente Circolare n. 3/2018, secondo la quale l’applicazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale era condizione imprescindibile per godere legittimamente degli sgravi contributivi e dei benefici normativi previsti dal comma 1175, art. 1, della L. n. 296/2006.

La Circolare INL n. 7 del 6 maggio 2019 ha chiarito infatti che il godimento degli sgravi debba andare al di là del mero dato formale, con la conseguenza che il trattamento economico corrisposto al lavoratore, così come le condizioni normative, devono essere equivalenti o finanche superiori rispetto a ciò che è previsto all’interno dei contratti collettivi maggiormente rappresentativi.

Ciò comporta che laddove non vengano applicati tali contratti maggiormente rappresentativi, e ci si voglia avvalere di benefici contributivi e normativi di cui al comma 1175, debbano comunque essere rispettate delle condizioni che garantiscono circostanze speculari o anche migliorative nei confronti dei lavoratori, rispetto alle aziende che applicano i contratti maggiormente rappresentativi.

 

 

Precisazioni dell’INL sui benefici per chi non applica i CCNL più rappresentativi

 

Dal canto suo la Circolare INL n. 9 del 10 settembre 2019 va a chiarire la portata del disposto della Circolare n. 7: infatti, numerosi sono i quesiti pervenuti in relazione alle indicazioni indicate.

Ai sensi della Circolare n. 9, l’utilizzo del termine “rispetto” con riferimento agli accordi e ai contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali, di cui all’articolo 1, comma 1175, della L. n. 296/2006, comporta l’osservanza da parte del datore di lavoro dei contenuti, siano essi normativi ovvero retributivi, dei contratti stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale.

Conseguentemente, non si potrà dar luogo alla revoca dei benefici fruiti nei confronti di un datore di lavoro che riconosca ai lavoratori un trattamento normativo e retributivo che sia speculare, se non ancora…

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