Cassazione: la malattia che influenza la redditività gioca nello studio di settore

Il fatto storico delle condizioni di salute e la loro influenza sulla produttività dell’impresa giocano ai fini dell’accertamento a mezzo studi di settore. Sono queste, sinteticamente, le conclusioni che si traggono da una specifica sentenza della Corte di Cassazione.

 

Il fatto storico delle condizioni di salute e la loro influenza sulla produttività dell’impresa giocano ai fini dell’accertamento a mezzo studi di settore.

Sono queste, sinteticamente, le conclusioni che si traggono dalla lettura della sentenza della Corte di Cassazione n. 23891 del 25 settembre 2019.

 

Il fatto: accertamento IVA-IRAP basato sullo scostamento dagli studi di settore

 

Cassazione malattia redditività e studio di settoreTra ottobre e dicembre 2009, e poi nel marzo 2010, l’Agenzia delle Entrate notificava ad una società, nonché ai soci, avvisi di accertamento relativi ad IVA ed IRAP per gli anni 2004 e 2005, basati sullo scostamento dagli studi di settore negli anni in questione e sulla scarsa redditività rispetto ai ricavi realizzati.

La società ed i soci presentavano istanza di accertamento con adesione, che non portava ad alcun esito, e impugnavano gli avvisi eccependo la mancanza dei presupposti dell’accertamento induttivo e l’inapplicabilità del cluster seguito dall’ufficio per la determinazione del reddito.

La CTP di Treviso accoglieva in parte i ricorsi, riducendo il maggior reddito accertato.

La società ed i soci appellavano la sentenza, e l’ufficio proponeva appello incidentale; la CTR del Veneto respingeva l’appello e, in accoglimento dell’appello incidentale dell’ufficio, respingeva i ricorsi introduttivi dei contribuenti.

 

La sentenza della Cassazione

 

Accertamento da studi di settore e contraddittorio

La Corte, innanzitutto, ricorda che (sez. V, n. 27617 del 2018):

la procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli standards in  considerati – meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività – ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell’accertamento, con il contribuente.

In tale fase, infatti, quest’ultimo ha la facoltà di contestare l’applicazione dei parametri provando le circostanze concrete che giustificano lo scostamento della propria posizione reddituale, con ciò costringendo l’ufficio – ove non ritenga attendibili le allegazioni di parte – ad integrare la motivazione dell’atto impositivo indicando le ragioni del suo convincimento.

Tuttavia, ogni qual volta il contraddittorio sia stato regolarmente attivato ed il contribuente ometta di parteciparvi ovvero si astenga da qualsivoglia attività di allegazione, l’ufficio non è tenuto ad offrire alcuna ulteriore dimostrazione della pretesa esercitata in ragione del semplice disallineamento del reddito dichiarato rispetto ai menzionati parametri” (cfr. Cass. n. 17646/2014; conf. 10047/2016)”.

 

E il fatto che nel caso di specie:

almeno una parte di contraddittorio sia stata instaurata prima dell’emissione degli avvisi di accertamento non appare inficiare il procedimento, una volta che i contribuenti sono stati messi nella condizione di allegare e fare valere tutte le circostanze ad essi favorevoli”.

 

Le condizioni di salute del socio e la loro influenza sulla redditività d’impresa vanno considerate

Tuttavia, per gli Ermellini:

anche a tacere della questione dell’applicabilità del cluster corretto al caso di specie, che quanto meno il fatto storico delle condizioni di salute del socio C.A. e la loro influenza sulla produttività dell’impresa non è sostanzialmente stato preso in considerazione della CTR, per quanto dalla stessa sentenza emerga che esso era stato dedotto fin dal primo grado.

La veridicità storica delle precarie condizioni di salute di C. A. è confermata anche dal fatto che nelle more del giudizio egli è deceduto, tanto che lo stesso è stato proseguito dai suoi eredi.

Si tratta certamente di un fatto potenzialmente decisivo, perché è…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it