Il VIES e la prova delle cessioni intracomunitarie

L’iscrizione al Vies diverrà pressoché obbligatoria dal 1° gennaio 2020 in quanto condizione sostanziale per l’applicazione della non imponibilità IVA.

Dichiarazione iva

L’iscrizione al Vies diverrà pressoché obbligatoria dal 1° gennaio 2020 in quanto condizione sostanziale per l’applicazione della non imponibilità IVA.

La direttiva 2018/1910/UE del 4 dicembre 2018 (che modifica la direttiva IVA 2006/112/CE), i cui effetti decorrono dal 1° gennaio 2020, stabilisce che l’iscrizione del soggetto passivo nell’Archivio VIES è condizione sostanziale per l’applicazione della non imponibilità, anziché un requisito formale, come avviene in atto per effetto delle note pronunce giurisprudenziali.

In merito ai futuri scenari dell’IVA alla luce delle direttive e delle proposte dell’UE il CNDCEC e la Fondazione nazionale dei commercialisti hanno emanato il documento del 12 settembre 2019 intitolato “Gli scenari futuri dell’IVA alla luce delle direttive e delle proposte dell’UE”, una analisi del percorso che condurrà al sistema IVA 2022 e, successivamente, a quello definitivo del tributo.

L’inserimento nell’elenco VIES sarà essenziale

Viene chiarito che “l’inserimento nell’elenco VIES è essenziale per informare lo Stato membro di arrivo della presenza dei beni nel suo territorio ed è pertanto un elemento chiave nella lotta contro la frode nell’Unione. Per questo motivo gli Stati membri dovrebbero garantire che, qualora il cedente non rispetti i suoi obblighi di inserimento nell’elenco VIES, l’esenzione non si applichi, salvo quando il cedente agisce in buona fede”.
Si tratta di un adempimento che andrà recepito da imprese e professionisti per scongiurare potenziali violazioni di natura sostanziale a decorrere dal 1° gennaio 2020.

***

La riforma dell’I.V.A.

La riforma del sistema IVA e la creazione di uno “spazio unico europeo” per l’applicazione dell’imposta, è prevista con decorrenza primo luglio 2022.

Gli obiettivi sono fissati nel piano d’azione della Commissione europea, cui è data esecuzione tramite proposte di modifica della direttiva n. 2006/112/CE o dei regolamenti dell’Unione europea.
Delle modifiche previste da tali proposte, alcune sono state già trasfuse in direttive e altri atti, con efficacia anticipata rispetto alla scadenza del 2022; altre non sono ancora state tradotte in atti legislativi; alcune delle disposizioni approvate, inoltre, sono già sotto osservazione, al fine di migliorarne l’applicazione. Il tutto, mentre il legislatore nazionale prova ad anticipare l’applicazione di talune norme (è il caso della disciplina in materia di marketplace), la cui effettiva entrata in vigore, tuttavia, è stata oggetto di rinvio.

Il documento approfondisce l’esigenza di una riforma del sistema da indirizzare verso una maggiore semplicità, alla necessità di meglio fronteggiare il crescente rischio di frodi e a una migliorata efficienza, oltre che fondato su un più elevato livello di fiducia fra imprese e amministrazioni fiscali e fra le stesse amministrazioni fiscali dei vari Paesi UE.

Vincenzo D’Andò

13 settembre 2019

Questo apporfondimento è tratto dal Diario Quotidiano di oggi–>

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