Consulenza giuridica e Interpelli dell'Agenzia delle Entrate: chiarimenti

Il documento di prassi diramato l’8 agosto 2019 dall’Agenzia delle Entrate, recante il numero 19/E, oltre a fornire gli indirizzi operativi e le linee guida per lo svolgimento delle attività del 2019 relativamente alle attività di prevenzione e contrasto all’evasione fiscale, si occupa dell’attività di consulenza, al fine di garantire il presidio dell’attività di interpretazione delle norme tributarie, anche nell’ottica della compliance.
La promozione di tale attività interpretativa contribuisce, infatti, ad instaurare con i contribuenti un dialogo aperto, teso a ridurre la conflittualità.
E proprio in considerazione di ciò, le Entrate prendono atto che occorre prestare particolare attenzione alla qualificazione degli interpelli e delle consulenze giuridiche, prescindendo dal nomen juris utilizzato dall’istante e valorizzando, invece, il contenuto sostanziale della questione interpretativa prospettata.

La Competenza alla trattazione di Interpelli e Consulenze Giuridiche dell’AdE

La circolare appena diramata richiama alcune indicazioni in merito alla corretta individuazione della struttura dell’Agenzia competente alla trattazione delle diverse tipologie di istanze di interpello.

 

 

Interpelli all’Agenzia delle Entrate

Interpelli erariali

Le istanze di interpello riguardanti i tributi erariali devono essere presentate alla Direzione regionale competente in base al domicilio fiscale del soggetto istante, indipendentemente dalle dimensioni del gruppo societario al quale, eventualmente, lo stesso dovesse appartenere

 

 

Istanze da presentare alla Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate

Invece:

  • le istanze concernenti l’imposta ipotecaria dovuta in relazione agli atti diversi da quelli di natura traslativa,
  • le tasse ipotecarie e i tributi speciali catastali,
  • nonché le istanze aventi ad oggetto disposizioni o fattispecie di natura catastale

sono presentate alla Direzione regionale nel cui ambito opera l’Ufficio competente ad applicare la norma tributaria oggetto di interpello.

 

Istanze da presentare alla Divisione Contribuenti dell’Agenzia delle Entrate

Infine, in deroga alla generale competenza delle Direzioni regionali, in base al domicilio fiscale del contribuente istante, devono essere presentate direttamente alla Divisione contribuenti, sia per i quesiti che rientrano nelle attribuzioni del “ramo Entrate”, sia per i quesiti che rientrano nelle attribuzioni del “ramo Territorio”, soltanto le istanze:

  • delle amministrazioni centrali dello Stato ed enti pubblici a rilevanza nazionale;
  • dei soggetti non residenti nel territorio dello Stato;
  • dei soggetti di più rilevante dimensione cioè i soggetti individuati dall’articolo 27, comma 10, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, che conseguono – in base all’ultima dichiarazione presentata – un volume d’affari o un ammontare di ricavi non inferiore a cento milioni di euro 1.

 

Resta fermo che in caso di ricezione di istanze di interpello e di consulenza giuridica concernenti tributi non di competenza dell’Agenzia delle Entrate, l‘Ufficio ricevente provvede alla trasmissione dell’istanza all’ente competente, dandone contestualmente notizia al contribuente istante.

 

 

La “Richiesta di Intervento”

La circolare n.19/2019 ufficializza la cd. richiesta di intervento

In pratica, le Direzioni regionali, entro 30 giorni dalla data di presentazione (di interpelli e consulenze giuridiche) richiedono l’intervento della Divisione contribuenti, che fornisce direttamente la risposta al contribuente, nei seguenti casi:

  • consulenza giuridica agenzia delle entratequando un numero elevato di contribuenti abbia presentato istanze aventi ad oggetto la medesima questione o questioni analoghe fra loro;
  • quando sulla questione interpretativa, oggetto dell’istanza di interpello e/o della richiesta consulenza, non siano stati resi chiarimenti ufficiali (circolari o risoluzione) e non vi siano altre pronunce rese dalle strutture centrali dell’Agenzia, ovvero laddove si segnalino comportamenti non uniformi da parte degli Uffici;
  • se sono stati segnalati comportamenti non uniformi da parte degli Uffici;
  • se la questione proposta presenta elementi di complessità o di incertezza della soluzione;
  • in ogni altro caso in cui ritenga di interesse generale il chiarimento fornito.

 

 

Istruttoria relativa alla presenza di Attività di Controllo

La stessa circolare n.19/2019 fornisce alle proprie Direzioni regionali precise indicazioni in ordine alla sussistenza di attività di controllo, atteso che tra le cause di inammissibilità alla presentazione degli interpelli, vi è quella prevista dall’articolo 5, comma 1, lettera f), del decreto legislativo n. 156 del 2015, in base alla quale le istanze devono considerarsi inammissibili se “vertono su questioni per le quali siano state già avviate attività di controllo alla data di presentazione dell’istanza di cui il contribuente sia…

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