Strumenti deflattivi del contenzioso del lavoro: diffida accertativa e conciliazione monocratica

I poteri di intervento dell’Organo ispettivo in tema di obbligazioni patrimoniali fra lavoratore e datore di lavoro sono oggi finalizzati anche alla prevenzione delle controversie individuali di lavoro in sede conciliativa, grazie agli istituti della diffida accertativa per i crediti di lavoro e della conciliazione monocratica, che andremo ad illustrare in questo articolo.

 

Attività di vigilanza e provvedimento di diffida

 

strumento deflattivi del contenzioso del lavoroIl personale di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale, preposto alle ispezioni sui luoghi di lavoro, è attualmente gestito da un’Agenzia unica per le ispezioni del lavoro, ovvero l’Ispettorato nazionale del lavoro (INL) [1].

Dal 1 gennaio 2017 l’INL svolge le attività ispettive già esercitate dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dall’Inps e dall’Inail coordinando le attività di vigilanza nelle materie di competenza di tali Istituti e svolgendo un ruolo strategico di coordinamento su tutto il territorio nazionale del personale ispettivo.

Il personale ispettivo vigila:

  • sull’esecuzione di tutte le leggi in materia di livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, di tutela dei rapporti di lavoro e di legislazione sociale ovunque sia prestata attività di lavoro;
  • sulla corretta applicazione dei contratti e accordi collettivi di lavoro, qualora le parti siano obbligate al loro rispetto;
  • sul funzionamento delle attività previdenziali e assistenziali.

 

L’attività di vigilanza è orientata in via prioritaria nei confronti delle imprese prive della ASSE.CO., ovvero la certificazione attestante la conformità dei rapporti di lavoro alle disposizioni in materia di lavoro e legislazione sociale e normalmente avviene o a seguito di richiesta di intervento oppure per iniziativa autonoma dell’ufficio ispettivo.

Qualora nel corso della ispezioni vengano contestate inosservanze di norme di legge e del contratto collettivo in materia di lavoro e legislazione sociale da cui derivano sanzioni amministrative, gli ispettori devono notificare al trasgressore un provvedimento di diffida a regolarizzare le inosservanze materialmente sanabili, assegnando un termine.

Ove il datore di lavoro, entro tale termine, proceda alla regolarizzazione dell’inosservanza, sarà ammesso al pagamento dell’importo delle sanzioni nella misura pari al minimo previsto dalla legge oppure nella misura pari ad un quarto della sanzione stabilita in misura fissa (diffida ultragevolata) [2].

Una particolare forma di diffida è quella che concerne la regolarizzazione dei lavoratori in nero, la quale prevede, per il personale ancora irregolare al momento dell’ispezione, la stipula di un contratto subordinato a tempo indeterminato (anche part time non inferiore al 50% o tempo determinato a tempo pieno della durata di almeno 3 mesi) ed il mantenimento in servizio del personale per almeno 3 mesi (eventuali cessazioni prima dei 3 mesi determinano il mancato adempimento della diffida) [3].

I poteri di intervento dell’Organo ispettivo in tema di obbligazioni patrimoniali fra lavoratore e datore di lavoro sono oggi finalizzati anche alla prevenzione delle controversie individuali di lavoro in sede conciliativa, grazie agli istituti della diffida accertativa per i crediti di lavoro [4] e della conciliazione monocratica [5], attraverso i quali è stato superato il limite posto ai poteri del personale di vigilanza, consistenti nella sola constatazione della sussistenza di violazioni amministrative o penali e del relativo recupero dei contributi previdenziali omessi, senza poter fornire efficace e risolutiva tutela per la soddisfazione dei crediti patrimoniali derivanti dal rapporto di lavoro.

 

La diffida accertativa per crediti patrimoniali

 

Attraverso l’istituto della diffida accertativa viene dato un potere estremamente rilevante all’organo ispettivo, il quale può adottare un provvedimento autoritativo a tutela di un credito di lavoro, e quindi di natura privatistica, dandogli efficacia di titolo esecutivo.

Normalmente solo le sentenze in sede giurisdizionale, ponendo fine ad un contenzioso, possono dare vita ad azioni espropriative dei beni del soggetto, ad esempio attraverso il pignoramento.

Accade di fatto che, durante l’ispezione, il personale…

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