Conciliazioni sindacali: regole da rispettare e invalidità del verbale

La conciliazione sindacale è una procedura con cui lavoratore e datore di lavoro cercano di porre fine ad una vertenza insorta e di giungere ad un accordo riportato in forma scritta in un apposito verbale.

Il verbale di conciliazione sindacale potrebbe però essere invalido e dunque impugnabile.

Vediamo quindi secondo quali regole devono avvenire la conciliazione sindacale e per quali motivi il verbale potrebbe essere impugnabile.

Le controversie o vertenze in materia di lavoro sono “conflitti” che possono nascere, tra datore di lavoro e lavoratore, in merito ad alcuni aspetti del rapporto di lavoro, qualora si presumano lesi diritti o aspettative previsti dalla legge e/o dalla contrattazione collettiva e che attengono ad aspetti economici e/o normativi.

 

Motivazioni che possono dare inizio ad una vertenza

Conciliazioni sindacali e invalidità del verbale

Le vertenze possono essere promosse sia durante lo svolgimento del rapporto di lavoro che alla cessazione dello stesso.

Entrambi gli ”attori” del rapporto di lavoro possono dare origine ad una vertenza anche se nella maggior parte dei casi è il lavoratore a prendere l’iniziativa per una delle seguenti motivazioni:

 

  • Richieste di differenze retributive;
  • Richieste per mancato pagamento di TFR e/o indennità di preavviso;
  • Impugnazione di un licenziamento;
  • Richieste di risarcimento da danno per demansionamento o mobbing;
  • Mancato godimento di ferie e permessi;
  • Lavoro nero;
  • Richiesta di danni non patrimoniali (biologico, morale, esistenziale, all’immagine e alla reputazione);
  • Etc.

 

L’eccessiva lungaggine e i costi elevati di una causa di lavoro, uniti ad un ampio margine di incertezza sul risultato della stessa, fanno spesso propendere, sia il datore di lavoro che il lavoratore, per la ricerca di un accordo sotto forma di rinunce o transazioni: in sede protetta, datore di lavoro e dipendente, possono decidere di dirimere i contrasti attraverso la stipula di un accordo con il quale il lavoratore rinuncia a rivendicare un determinato diritto in cambio di un risarcimento economico/monetario.

 

La conciliazione sindacale: le regole da seguire

 

La conciliazione sindacale è una procedura attraverso la quale le parti (lavoratore e datore di lavoro), con la presenza ed assistenza del soggetto conciliatore, cercano di porre fine ad una lite insorta addivenendo ad una soluzione soddisfacente per entrambi gli interessati che sottoscrivono quindi un apposito verbale [1], che deve essere redatto necessariamente in forma scritta.

Affinché la conciliazione sindacale si possa considerare quasi “blindata” vanno seguite regole e norme specifiche riassunte come segue:

 

  • Il verbale va sottoscritto dai soggetti attori della controversia ma anche dal rappresentante sindacale di fiducia del lavoratore [2], che dovrebbe appartenere alle associazioni sindacali maggiormente rappresentative [3]
    Il conciliatore viene designato dall’organizzazione sindacale e la sua firma è depositata, in appositi registri, presso la sede competente dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
    Non è obbligatoria, ai fini della validità del verbale di conciliazione, la presenza del rappresentante sindacale delle organizzazioni datoriali.

 

  • Il ruolo del rappresentante sindacale è di fondamentale importanza in quanto deve, in maniera effettiva [4], rendere edotto il lavoratore di tutto ciò a cui sta rinunciando, avendo un ruolo determinante nella formazione della volontà dello stesso e nell’accertarsi che il lavoratore non sia stato costretto dal datore di lavoro nell’operare le proprie scelte.
    Se la transazione ha ad oggetto diritti inderogabili del lavoratore (ad esclusione di quelli assolutamente indisponibili), essa è valida solo se il conciliatore abbia concretamente consentito al lavoratore di avere piena coscienza degli stessi.

 

  • Nel caso in cui il CCNL applicato dal datore di lavoro, se sottoscritto dalle associazioni sindacali maggiormente rappresentative, preveda delle specifiche modalità di composizione dell’organo conciliativo o altre regole, queste dovranno essere seguite [5].

 

  • Il verbale andrebbe inoltre depositato presso la sede competente dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, anche se, l’eventuale mancanza di tale adempimento, non determina l’invalidità dello stesso: essa è necessaria al solo fine di rendere esecutivo il verbale nel caso in cui l’accordo economico non…
Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it