Le procedure di regolazione della crisi e dell’insolvenza

di Federico Gavioli

Pubblicato il 14 maggio 2019

Il Codice delle crisi introduce nuove procedure giurisdizionali di regolazione della crisi e dell’insolvenza, che si rendono necessarie qualora non siano state esperite o non siano state concluse positivamente le soluzioni stragiudiziali; in particolare si analizzano gli aspetti legati alle norme in materia di giurisdizione; alle disposizioni in materia di competenza; alle previsioni sulla cessazione dell’attività del debitore; all’accesso alle procedure di regolazione della crisi e dell’insolvenza

Le procedure di regolazione della crisi e dell’insolvenzaIl Codice delle crisi introduce nuove procedure giurisdizionali di regolazione della crisi e dell’insolvenza, che si rendono necessarie qualora non siano state esperite o non siano state concluse positivamente le soluzioni stragiudiziali; in particolare si analizzano gli aspetti legati alle norme in materia di giurisdizione; alle disposizioni in materia di competenza; alle  previsioni sulla cessazione dell’attività del debitore; all’accesso  alle procedure di regolazione della crisi e dell’insolvenza

Il 14 febbraio scorso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. 14/2019, recante il “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza” in attuazione della L. 155/2017; con il presente commento si analizza il Titolo III (articoli da 26 a 55) che riguarda le  procedure giurisdizionali di regolazione della crisi e dell’insolvenza, che si rendono necessarie qualora non siano state esperite o non siano state concluse positivamente le soluzioni stragiudiziali.

Vediamo di analizzare la novità in questione contenute nel nuovo codice della crisi e dell’insolvenza dell’impresa dall’analisi della normativa di riferimento nonché dei vari dossier pubblicati dall’Ufficio studi della Camera   e del Senato (con particolare riferimento a quello del 26 novembre 2018) che hanno accompagnato il lungo iter di approvazione di una storica riforma per il nostro Paese.

Il citato Titolo III  si compone di 4 Capi:

  • il Capo I contiene norme in materia di giurisdizione (art. 26);
  • il Capo II reca disposizioni in materia di competenza (artt. da 27 a 32);
  • il Capo III ha ad oggetto previsioni sulla cessazione dell’attività del debitore (artt. da 33 a 36);
  • il Capo IV regola l’accesso alle procedure di regolazione della crisi e dell’insolvenza (artt. da 37 a 55).

La giurisdizione

L’articolo 26, del Codice della Crisi, rubricato “giurisdizione italiana”, nel riprendere la regola già espressa dall'art. 9 della legge fallimentare, secondo cui l'imprenditore che ha all'estero la sede principale dell'impresa è soggetto alla giurisdizione italiana anche se è stata aperta una procedura concorsuale all'estero,  la estende a tutte le procedure concorsuali regolate dal codice in esame (mentre oggi è prevista solo per la dichiarazione di fallimento all'estero).

Viene poi previsto che il tribunale, quando apre una procedura di insolvenza transfrontaliera ai sensi del Regolamento (UE) 2015/848 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 maggio 2015, deve dichiarare se la procedura è principale, seconda