Non è valida la notifica dell'atto alla "amica"

Se al momento della ricezione dell’atto il consegnatario si qualifica come “amica” la notifica non è valida, in quanto il rapporto amicale è cosa diversa dal rapporto di parentela, né la persona amica è qualificabile come addetta alla casa. È questa sinteticamente la conclusione raggiunta dalla Corte di Cassazione

Contenzioso tributario e processo tributarioSe al momento della ricezione dell’atto il consegnatario si qualifica come “amica”, la notifica non è valida, in quanto il rapporto amicale è cosa diversa dal rapporto di parentela, né la persona amica è qualificabile come addetta alla casa.

È questa sinteticamente la conclusione raggiunta dalla Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 9371 del 4 aprile 2019.

Il caso

La Commissione tributaria regionale del Lazio ha accolto parzialmente l’appello del contribuente avverso una sentenza della CTP di Roma, di accoglimento parziale di un ricorso da lui proposto avverso un preavviso di fermo amministrativo.

La CTR, in particolare, aveva ritenuto illegittima la notifica di una delle tre cartelle sottese al preavviso di fermo impugnato, ritenendo invece legittima la notifica delle altre due cartelle, sebbene effettuata nelle mani di persona qualificatasi come “amica”.

Motivi di decisione che il contribuente confuta davanti alla Corte di cassazione, rilevando che  “l’art. 139 c.p.c. specificamente dispone che, in caso di assenza del destinatario, la notifica può essere lasciata a persona di famiglia o addetta alla casa od all’ufficio e, nella specie, dalla relata di notifica era emerso che il plico era stato consegnato a tale E.G., espressamente indicata come semplice amica del destinatario e quindi persona inidonea, come tale, a ricevere l’atto da notificare, in quanto non equiparabile a persona di famiglia; nè il rapporto di amicizia consentiva di ritenere la persona convivente con il destinatario”.

L’intimata Agenzia delle entrate riscossione non ha presentato controdeduzioni.

Il pensiero della Corte

Per la Corte, l’unico motivo di ricorso proposto dal contribuente è manifestamente fondato.

Invero, la giurisprudenza di legittimità ha ampliato il concetto di persona di famiglia, alla quale legittimamente poter consegnare l’atto da notificare, ricomprendendo in esso non solo i parenti, ma anche gli affini, escludendo che la persona di famiglia debba necessariamente convivere col notificatario e ritenendo, infine, che la qualità di persona di famiglia o di addetto alla casa, all’ufficio od all’azienda di chi ha ricevuto l’atto si presume “iuris tantum” dalle dichiarazioni recepite dal messo notificatore nella relata di notifica, incombendo sul destinatario dell’atto, che contesti la validità della notificazione, l’onere di fornire la prova contraria ed in particolare la prova dell’inesistenza di un rapporto con il consegnatario comportante una delle qualità sopra indicate, ovvero l’occasionalità della presenza in loco del consegnatario; che, in applicazione di detti principi, non può ritenersi valida la notifica fatta nelle mani di una persona qualificatasi come “amica”, in quanto il rapporto amicale è cosa diversa dal rapporto di parentela, nè la persona amica è qualificabile come addetta alla casa; che, pertanto, la consegna dell’atto da notificare, fatta nelle mani di tale ” E.G., amica” non è assistita dalla presunzione di consegna e non realizza la fattispecie notificatoria, con conseguente nullità della notifica, essendo da presumere che la persona “amica” sia un soggetto presente sul posto solo in via occasionale e transeunte (cfr., in termini, Cass. n. 2705 del 2014; Cass. n. 7211 del 2016)”.

Brevi Riflessioni

Non è la prima volta che la Suprema Corte si pronuncia con riferimento al caso della notifica ricevuta da una persona “non familiare”.

Ad esempio in Cass. civ. n. 16444/2009 i giudici hanno osservato che “notificazione eseguita, ai sensi dell’art. 139 c.p.c., a persona non legata al destinatario da rapporti “di famiglia”, cioè di parentela o di affinità, nè di servizio, quale “addetta alla casa”, è da considerare nulla anche se, come nel caso di specie, tale persona sia trovata nell’abitazione del destinatario (Cass. n. 22879/2006); mentre è stata ritenuta valida la notifica nel diverso caso di non provata convivenza (che può essere presunta), quando però sussista…

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