La mini-IRES diventa una DIT nel Decreto Crescita

di Enrico Larocca

Pubblicato il 17 maggio 2019

Il Decreto Crescita innovando la disciplina della mini-IRES/IRPEF prima versione, mai entrata in vigore, propone una seconda versione decisamente più semplificata, con un’agevolazione regressiva che raggiunge il suo punto di massima solo nel 2022, ma decisamente più contenuta rispetto alla prima versione

MINI-IRES - l'agevolazione sull'imposta sul reddito delle societàIl Decreto Crescita innovando la disciplina della mini-IRES/IRPEF prima versione, mai entrata in vigore, propone una seconda versione semplificata, ma con un’agevolazione regressiva che raggiunge il suo punto di massima solo nel 2022, ma decisamente più contenuta rispetto alla prima versione, con un’operatività che ricorda molto la Dual Income Tax.

 

La mini-IRES/IRPEF prima versione

In un articolo precedente su queste pagine, è stata esaminata la normativa modificativa della cosiddetta “Mini-IRES/IRPEF”, che nel rendere più agevole l’applicazione della norma, ha disposto come irrilevante la destinazione degli utili riservizzati, dovendo la società, unicamente, effettuare l’accantonamento di utili in una riserva disponibile e fruendo dell’agevolazione nei limiti dell’incremento di patrimonio netto.

Secondo la prima versione della normativa (così come evidenziato nella tabella qui sotto) l’ammontare dell’IRES agevolata era determinato attraverso il confronto tra l’ammontare degli utili destinati a riserve disponibili da un lato e l’ammontare dell’incremento degli investimenti e del costo del lavoro dall’altro, calcolando l’IRES in misura del 15% sul minor importo tra i due elementi a confronto.  Quindi, se come nel caso in tabella l’ammontare degli utili destinati a riserva