Decreto Crescita: modifiche agli obblighi di trasparenza e pubblicità per erogazioni pubbliche in nota integrativa

Il Decreto Crescita ha introdotto alcune deroghe agli obblighi di trasparenza e pubblicità delle erogazioni pubbliche in Nota Integrativa, che tuttavia non risolvono pienamente le questioni sul tappeto in vista degli adempimenti della campagna bilanci 2019; anzi in alcuni casi rimangono delle forti perplessità applicative.

Contabilità e approvazione del bilancioIl Decreto Crescita ha introdotto alcune deroghe agli obblighi di trasparenza e pubblicità delle erogazioni pubbliche in Nota Integrativa, che tuttavia non risolvono pienamente le questioni sul tappeto in vista degli adempimenti della campagna bilanci 2019; anzi in alcuni casi rimangono delle forti perplessità applicative.

Gli adempimenti formali delle imprese italiane, nonostante i tentativi di supposta semplificazione, sembrano non riescano a trovare un limite quantitativo e qualunque modifica normativa viene proposta, finisce per incrementare gli obblighi delle imprese.

Nota integrativa

Ci riferiamo alle modifiche normative contenute nel Decreto Crescita riguardanti gli obblighi di pubblicità in Nota Integrativa, stabiliti dalla Legge n. 124/2017, relativamente alle erogazioni pubbliche di importo superiore ai 10 mila euro, che non risultano più obbligatorie in rapporto alle erogazioni che hanno natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria. Una precisazione che non fornisce un aiuto definitivo agli operatori alle prese con la campagna bilanci 2019, data l’estrema genericità della clausola esonerativa.

Aggiungiamo che la portata dell’obbligo è così ampia da coinvolgere persino le imprese esonerate dalla pubblicazione del bilancio nel Registro delle Imprese che dovranno anch’esse adempiere all’obbligo di pubblicità delle erogazioni ricevute, mediante la pubblicazione sul loro sito web o sul portale dell’Associazione di categoria alla quel appartengono.

L’Associazione Nazionale Commercialisti, intervenendo sul tema con un suo comunicato stampa, ritiene necessario ripristinare per le microimprese societarie, le società di persone e le imprese individuali l’esonero dagli obblighi di trasparenza, almeno nel periodo di prima applicazione 2018-2020.

Inoltre, la stessa Associazione ritiene necessaria oltre ad una moratoria delle sanzioni, tra l’altro sproporzionate ed esorbitanti, previste in caso di mancata pubblicazione delle erogazioni ricevute (ricordiamo che la sanzione stabilita prevede la restituzione integrale delle erogazioni ricevute) e nel contempo suggerisce di sostituire la già menzionata sanzione con una di importo fisso, più limitata (magari in percentuale su quanto ricevuto) e ancora di esonerare le piccole imprese e le società di capitali che adottano il bilancio delle microimprese da questo obbligo formale. 

L’ANC stigmatizza, inoltre,  che la mancata indicazione in nota integrativa o – per chi non è obbligato a depositare il bilancio al R.I./CCIAA – sul proprio sito o su quello della propria associazione di categoria di sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, privi di natura corrispettiva retributiva o risarcitoria, ricevuti da amministrazioni e società pubbliche, laddove cumulativamente non inferiori a € 10.000, è sanzionata con l’obbligo di restituire le somme, pur lecitamente ricevute, entro tre mesi.

Il chiarimento

Certo rispetto all’originaria formulazione che indicava gli “incarichi retribuiti “e i “vantaggi economici di qualunque genere” come partite economiche soggette agli obblighi di trasparenza, il testo contenuto nel decreto crescita chiarisce che non devono essere pubblicizzate le somme di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, eliminando così qualsiasi dubbio quantomeno sull’esclusione dei corrispettivi derivanti da rapporti di fornitura di opere e servizi alla PA.

Pur tuttavia, mancano chiarimenti ufficiali in ordine alla portata degli obblighi, relativamente alla locuzione “vantaggi”, quantomeno per le società di capitali, in funzione della campagna di approvazione dei bilanci 2019.

Gli elevati compensi ai praticanti fanno scontare l'IRAP ai commercialistiSe per “vantaggio” si intende un beneficio economico o qualunque forma di profitto realizzato di origine pubblica, l’elenco delle provvidenze pubbliche da pubblicare risulterebbe veramente smisurato, giungendo a moltiplicare gli obblighi informativi disposti per legge, in aperta violazione…

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