Rivalutazione dei beni di impresa: novità della Legge di Bilancio 2019

Numerose disposizioni fiscali nel corso degli anni hanno consentito alle imprese di effettuare la rivalutazione agevolata dei beni di impresa, finalizzata a ridurre le plusvalenze imponibili in sede di realizzo e ad incrementare gli ammortamenti: in sostanza, il legislatore ha permesso ai soggetti interessati di fruire di una tassazione più lieve in ragione del fatto che i beni in questione sono impiegati per l’esercizio dell’attività economica. La Legge n. 145/2018 sostanzialmente ricalca le previsioni precedenti in tema di rivalutazione, apportando alcune variazioni sul tema…

Rivalutazione dei beni di impresa: novità della Legge di Bilancio 2019Numerose disposizioni fiscali nel corso degli anni hanno consentito alle imprese di effettuare la rivalutazione agevolata dei beni di impresa, finalizzata a ridurre le plusvalenze imponibili in sede di realizzo e ad incrementare gli ammortamenti: in sostanza, il legislatore ha permesso ai soggetti interessati di fruire di una tassazione più lieve in ragione del fatto che i beni in questione sono impiegati per l’esercizio dell’attività economica.

L’ultima normativa di rivalutazione emanata è costituita dall’art. 1, commi 940 e ss., della legge 30.12.2018, n. 145, che sostanzialmente ricalca le previsioni delle precedenti rivalutazioni della legge n. 208/2015 (art. 1, commi 889 e ss.) e della legge n. 232/2016 (art. 1, commi 556 e ss.), a loro volta “ispirate” alla rivalutazione dei beni di impresa di cui agli artt. 10-6 della legge n. 342/2000 e alle successive “variazioni sul tema”.

In quella rivalutazione “originaria”, le imposte sostitutive applicabili sui maggiori valori rivalutati era del 19% (beni ammortizzabili) e del 15% (beni non ammortizzabili), a fronte di un’aliquota IRPEG ordinaria del 37%; nelle nuove versioni, sono invece previste aliquote sostitutive del 16% e del 12% a fronte di un’aliquota IRES ordinaria del 24%.

Gli effetti fiscali della rivalutazione decorrono dal terzo esercizio successivo (in caso di esercizio solare, dal 2021) e, con riferimento alle plus e minusvalenze in caso di realizzo, dal quarto esercizio successivo (2022).

Aspetti generali

La rivalutazione può riguardare i beni delle imprese, ai quali conferisce maggiori valori contabili e/o fiscali ai cespiti patrimoniali dell’impresa, con effetti associati – per quanto riguarda l’ambito fiscale – a una riduzione di imposte nella forma di maggiori ammortamenti e minori plusvalenze all’atto della cessione.

Secondo quanto affermato al comma 940 dell’art. 1 della legge n. 145/2018, alla nuova rivalutazione dei beni delle imprese – cui possono accedere i soggetti non IAS adopter – risultano applicabili le disposizioni del capo I, sezione II, della legge n. 342/2000 (artt. 10 e seguenti).

Possono essere rivalutati i beni di impresa e le partecipazioni, ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio era diretta l’attività di impresa (immobili merce), risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31.12.2017.

La rivalutazione deve eseguita nel bilancio o rendiconto dell’esercizio successivo a quello di cui al comma 940, per il quale il termine di approvazione scadeva successivamente alla data di entrata in vigore della legge n. 145/2018 (in genere, dal 2018), deve riguardare tutti i beni appartenenti alla stessa categoria omogenea e va annotata nel relativo inventario e nella nota integrativa.

Il maggior valore dei beni trova riconoscimento ai fini fiscali (redditi e IRAP) mediante il versamento di un’imposta sostitutiva pari al:

  • 16%, per i beni ammortizzabili;
  • 12%, per i beni non ammortizzabili.

Il saldo attivo della rivalutazione poteva essere affrancato, in tutto o in parte, con l’applicazione in capo alla società di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’IRAP e di eventuali addizionali nella misura del 10%.

I versamenti

Le imposte sostitutive da assolvere possono essere versate o compensate in tre rate annuali di pari importo, senza interessi, di cui la prima entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita, e le altre con scadenza entro il termine rispettivamente previsto per il versamento a saldo dei successivi periodi di imposta.

Secondo il comma 946 dell’art. 1 della legge in commento, alla nuova rivalutazione risultano applicabili, in quanto compatibili, le disposizioni degli artt. 11, 13, 14 e 15 della L. 21.11.2000, n. 342, quelle del D.M. 13.4.2001, n. 162, nonché le disposizioni del regolamento di cui al D.M. 19.4.2002,…

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