IVA: gli obblighi telematici non cancellano i registri degli acquisti e delle fatture emesse

Nel secondo semestre dell’anno 2018 si sono accavallati una serie di provvedimenti che hanno interessato gli obblighi contabili ai fini Iva.

Il legislatore dovrebbe tenere conto degli adempimenti recentemente introdotti, che renderanno più agevoli le attività di controllo.

La fatturazione elettronica obbligatoria e la trasmissione telematica dei corrispettivi consentono agli uffici fiscali di monitorare quasi quotidianamente gli importi fatturati ed incassati.

Il contrasto all’evasione fiscale sarà ben più efficace rispetto al passato. L’Agenzia delle entrate sarà potenzialmente in grado di verificare in tempo quasi reale, senza effettuare alcun accesso presso il luogo di esercizio dell’attività, se i corrispettivi riferiti, ad esempio, all’ultimo periodo dell’anno sono di ammontare esiguo. In questo modo anche la predisposizione delle liste selettive, su cui fondare l’attività di accertamento, sarà mirata verso i soggetti che presentano profili di rischio più “marcati”.

I contribuenti attendevano, contestualmente, un intervento del legislatore che fosse in grado di semplificare il sistema tributario. Questo intervento è mancato completamente, né devono trarre in inganno alcune disposizioni che sembrano abrogare, gli obblighi contabili ai fini Iva, ma che in realtà, almeno per il momento, sono prive di effetti.

Il “Decreto dignità

L’art. 11, comma 2 – bis, introdotto durante l’iter di conversione del decreto – legge 12 luglio 2018, n. 87, sembra aver introdotto l’esonero dall’obbligo di annotazione delle fatture emesse e ricevute ai sensi dell’art. 1, comma 3 del Decreto legislativo n. 127 del 2015.

Gli obblighi telematici non cancellano i registri IVA degli acquisti e delle fattureIl citato comma 3 prevede che “Ai fini di razionalizzare il procedimento di fatturazione e registrazione, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, …, sono emesse esclusivamente fatture elettroniche …”. Il successivo comma 3 – ter dispone che: “I soggetti obbligati alla comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute ai sensi del comma 3 del presente articolo sono esonerati dall’obbligo di annotazione in apposito registro, di cui agli articoli 23 e 25 del Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633”.

In realtà, questa disposizione non vuole significare affatto l’esonero dall’obbligo di istituzione e tenuta dei registri contabili ai fini Iva. Si tratta di una norma che in prospettiva, potrà dare luogo ai predetti effetti solo allorquando il sistema di fatturazione risulterà integralmente digitalizzato. Attualmente è ancora notevole il numero delle fatture che circola in formato cartaceo. E’ sufficiente fare riferimento alle prestazioni poste in essere dai contribuenti minimi o forfetari, dagli esercenti le attività sanitarie, da e verso soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato o dai contribuenti che si avvalgono del regime forfetario di cui alla legge n. 398/1991 di “modeste dimensioni”. In quest’ultimo caso l’ammontare dei proventi conseguiti nell’esercizio delle attività commerciali non deve aver superato l’importo di 65.000 euro.

Deve poi considerarsi che la completa abrogazione dell’obbligo di tenuta dei registri Iva darebbe origine a non pochi problemi per i contribuenti in contabilità semplificata. Questi soggetti determinano il reddito ai sensi dell’art. 66 del D.P.R. n. 917/1986 e sono attualmente obbligati alla registrazione nei libri Iva dei componenti negativi e positivi di reddito irrilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.

La dichiarazione IVA precompilata

L’articolo 15 del decreto – legge 23 ottobre 2018, n. 119 prevede la prossima introduzione della dichiarazione Iva precompilata.

Con decorrenza dalle operazioni Iva 2020, a fronte dell’obbligo di fatturazione elettronica e della comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere, e della comunicazione periodica dei…

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