Modello EAS Terzo settore: scadenza all'1 aprile 2019

Modello EAS Terzo settore: scadenza all'1 aprile 2019Premessa generale 

Gli enti associativi, che usufruiscono di una o più agevolazioni contenute nell’art. 148 del DPR 917/86 e nell’art. 4, commi 4 e 6, del DPR 633/1972, hanno l’obbligo di comunicare telematicamente (attraverso un intermediario abilitato) le variazioni intervenute nel periodo 2018 attraverso la compilazione del Modello EAS entro la data del 01 aprile 2019.

La presentazione del Modello EAS è un requisito utile per la concessione agli Enti interessati dei benefici fiscali (detassazione IRES e IVA delle quote o dei contributi incassati come chiarito dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate n. 12/2009 e n .45/2009).

Vi è tuttavia da rimarcare che gli Enti interessati possono adire alla procedura della “Remissione in bonisdi cui al Decreto Legge n.16-2012 e pertanto, nel caso di mancato invio del Modello nei termini previsti, può fruire fin dalla data di costituzione dei benefici fiscali, se inoltra il modello entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile (ossia, la prima dichiarazione dei redditi il cui termine di presentazione scade successivamente al termine previsto per effettuare la comunicazione) e provveda contestualmente al versamento di apposita sanzione (nel caso di specie, in assenza di invio del modello EAS entro la data del 01 aprile 2019, ai fini della regolarizzazione della posizione, occorre provvedere all’invio del Modello EAS entro il termine della prima dichiarazione fiscale utile (scadenza prevista per l’invio del modello reddito 2019 relativo al 2018) e versare la sanzione di euro 258 tramite modello F24 codice tributo 8114 (l’importo non può essere compensato con altri crediti).

In assenza della procedura della Remissione in bonis (circolare A.E. n. 18-2018) la presentazione tardiva del Modello EAS non consente di poter usufruire dei benefici fiscali per le operazioni effettuate prima della sua presentazione (sono invece esentate le operazioni effettuate dopo la presentazione tardiva del modello).

Nota: come noto il Decreto Legislativo n. 117-2017 ha disposto una revisione delle norme relative al terzo settore introducendo il RUNT (Registro unico o degli enti del terzo settore) esonerando tali soggetti dall’obbligo del modello EAS (si rammenta che il registro non è ancora operativo e pertanto, allo stato attuale, risulta ancora obbligatorio anche per tali enti l’invio del modello EAS).

I SOGGETTI TENUTI LLA PRESENTAZIONE DEL MODELLO EAS

Sono obbligati alla presentazione del modello EAS, come disposto dalla CM n. 12/2009, gli enti associativi di natura privata (con o senza personalità giuridica) che svolgono anche la sola attività istituzionale (ricevendo quote associative o contributi dai loro soci) ovvero una attività commerciale al fine di avvalersi delle agevolazioni tributarie.

I soggetti obbligati sono pertanto i seguenti:

a) Associazioni sportive dilettantistiche;

b) Associazioni politiche e religiose;

c) Associazioni sindacali e di promozione sociale;

d) Società sportive dilettantistiche ex art. 90 L. 289/2002 (Srl o cooperative, senza fine di lucro;

e) Associazioni di categoria e di formazione extrascolastica;

f) Associazioni pro loco, associazioni culturali e assistenziali;

g) Organizzazioni di volontariato ed altri enti.

Nota: L’Agenzia delle Entrate (circolari n. 12/2009 e n. 45/2009) ha chiarito che l’onere dell’invio del modello, seppure in forma ridotta, grava sulle associazioni sportive dilettantistiche che effettuano operazioni strutturalmente commerciali anche se non imponibili ai sensi dell’art. 148 del Tuir (è obbligato alla presentazione del modello EAS anche chi richiede ai soci il versamento di corrispettivi per lo svolgimento delle pratiche sportive (corsi di nuoto, utilizzo delle attrezzature, ecc) ovvero svolga attività decommercializzate (attività pratica verso corrispettivi specifici o quote aggiuntive nei confronti dei soli soci).

SOGGETTI NON TENUTI…

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