Gli effetti del regime transitorio in tema di distribuzione dei dividendi a persone fisiche

di Enrico Larocca

Pubblicato il 28 marzo 2019

Il regime di tassazione dei dividendi societari è cambiato con decorrenza dall'1/1/2018, data a decorrere dalla quale la tassazione dei dividendi di partecipazioni qualificate e non qualificate è stata unificata, sottoponendo le stesse ad una tassazione a titolo d’imposta del 26%. Purtuttavia, la distinzione tra partecipazioni qualificate e non, in termini di tassazione, resterà ancora in vigore e in maniera differenziata a seconda del periodo di formazione degli utili, per un periodo transitorio che va fino al 31/12/2022, relativamente agli utili che si sono formati fino al 31/12/2017.

 

Bilancio e contabilità

Non rileverà più la distinzione tra partecipazione qualificata e non

A partire dai dividendi percepiti dal 1° gennaio 2018 e dai redditi diversi conseguiti dal 1° gennaio 2019, per le persone fisiche non imprenditori (quindi sostanzialmente i "soggetti privati") non rileverà più la distinzione tra partecipazione non qualificata e qualificata, salvo il periodo transitorio per le qualificate, come esporremo più avanti.

La novità va ad integrare le modifiche apportate dal D.M. 26 maggio 2017 e per tale motivo è stato previsto un regime transitorio.

 

La classificazione delle partecipazioni

La tassazione dei dividendi fino al 31/12/2022 per gli utili formatisi prima del 2018 è articolata per tipologia di partecipazione, a secondo che la stessa sia qualificata e non qualificata. quindi appare necessario innanzi tutto definire le 2 tipologie di partecipazione. 

 

TIPOLOGIA

PARTECIPAZIONI NON QUALIFICATE

PARTECIPAZIONI QUALIFICATE

 

SOCIETÀ NON QUOTATE

 

 

  • diritto di voto non superiore al 20% (in pratica, semplificando al massimo, vale per le società di capitali)
  • partecipazione al capitale non superiore al 25% (in pratica, semplificando al massimo, vale p