Le sanzioni per violazioni dei termini nella trasmissione delle fatture elettroniche

Le sanzioni per violazioni dei termini nella trasmissione delle fatture elettronicheAppare rivedibile la risposta data dall’Agenzia delle Entrate, a Telefisco 2019, sulle sanzioni per violazioni dei termini nella trasmissione delle fatture elettroniche, con la quale sostiene sulla doppia sanzione irrogabile:
– quella prevista per le violazioni relative alla documentazione e registrazione delle operazioni IVA (Art. 6 cc. 1 e 2 del D.Lgs. 471/1997)
– e quella per omesso versamento (art. 13 del D.Lgs. 471/1997).

Si pensava che con la circolare 42/2016 l’Agenzia Entrate avesse abbandonato tale forma di pensiero incrociata in precedenza con la circolare 28/2011.

Ma perché l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate appare infondata?

L’interpretazione fornita dell’Agenzia delle Entrate è a mio parere sbagliata nel suo presupposto perché l’omessa o tardiva fatturazione non configura mai il presupposto della violazione dell’omesso/insufficiente/tardivo versamento dell’IVA periodica.

IL PARERE NON CONDIVISIBILE DELL’AGENZIA

L’agenzia delle entrate, in merito alle sanzioni applicabili nella fase transitoria di prima applicazione delle disposizioni in materia di fatturazione elettronica afferma che, la speciale riduzione delle sanzioni al 20% della misura editabile, che opera nel caso di emissione della fattura con ritardo non superiore al termine della liquidazione periodica del periodo successivo a quello di effettuazione dell’operazione, si applica unicamente alle sanzioni irrogabili ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. 471/1997 e non anche alle sanzioni per il tardivo/insufficiente/omesso versamento dell’IVA del periodo di riferimento di effettuazione dell’operazione e di cui all’art. 13 del D.Lgs. 471/1997 che pertanto si applicano in misura piena.

Implicitamente l’Agenzia delle Entrate ha affermato l’erroneo principio secondo il quale, l’omessa/tardiva fatturazione è circostanza fattuale idonea a configurare due violazioni: quella sostanziale relativa alla documentazione e registrazione delle fatture (art. 6 comma. 1 e 2 del D.Lgs. 471/1997) e quella dell’omesso versamento dell’IVA periodica (art. 13 del D.Lgs. 471/1997).

PERCHE’ NON SI APPLICA LA SANZIONE PER TARDIVO VERSAMENTO ALLA VIOLAZIONE DI OMESSA/TARDIVA FATTURAZIONE ELETTRONICA

La risposta dell’Agenzia delle Entrate a Telefisco 2019, è a mio parere sbagliata perché la violazione dell’omesso versamento di cui all’articolo 13 del D.Lgs. 471/1997 non può mai configurarsi quale conseguenza della violazione sostanziale prodromica dell’omessa fatturazione. Tale sanzione colpisce in modo diretto ed autonomo la diversa fattispecie dell’omesso/insufficiente/tardivo versamento del tributo autoliquidato dal contribuente e giammai l’insufficiente versamento che trova causa in una precedente violazione che si riflette sulla determinazione sostanziale del tributo da versare.

IL PRINCIPIO DA OSSERVARE

La violazione prodromica sostanziale, che può essere tanto quella riconducibile all’ipotesi di infedele dichiarazione che quella riconducibile all’omessa fatturazione, non si riflette mai sulla violazione dell’omesso versamento e ciò, non perché la prima assorbe la seconda ma, perché la prima violazione esclude il verificarsi della seconda il cui presupposto è da ricondurre a circostanza fattuale diversa che consiste nell’omesso versamento di un tributo determinato dal contribuente che poi non è versato.

LE INTERPRETAZIONI DELL’AGENZIA CHE SI CONTRADDICONO

Peraltro tale principio era stato colto, anche se con espressioni che non si sono distinte per chiarezza, nella circolare 42/2016 nell’ambito della quale l’AE ha affermato, in relazione alle violazioni per insufficiente versamento degli acconti, che se l’importo versato per gli acconti è commisurato a quello determinato nella dichiarazione vigente al momento del versamento, il contribuente non potrà essere assoggettato a sanzione per carente versamento (in tal senso devono intendersi superati i chiarimenti resi con la…

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