I limiti per la tenuta della contabilità semplificata e della liquidazione IVA trimestrale

Si avvicina la data della prima liquidazione IVA 2019 (scadenza del 16 febbraio posticipata a lunedì 18) e, come ogni anno bisogna verificare quali sono i soggetti che possono continuare a gestire le liquidazioni trimestrali e quali sono obbligati alla liquidazione mensile; allo stesso modo bisogna verificare quaili soggetti possono optare per la contabilità ordinaria e quali per la semplificata. Per i consulenti si tratta di un momento in cui pianificare coi clienti la gestione del futuro…

I limiti per la tenuta della contabilità semplificata e della liquidazione IVA trimestralePrima di procedere con le registrazioni del 2019 è utile soffermarsi sull’ammontare dei ricavi ovvero sul volume d’affari IVA conseguito al fine di verificare la possibilità di applicare il regime di contabilità semplificata ovvero per poter adottare il regime di liquidazione dell’Iva trimestrale.

Nota: occorre rammentare che dal 2017, a seguito delle novità di cui alla Legge di Bilancio, i soggetti naturalmente in contabilità semplifica (imprese individuali, snc, sas e soggetti equiparati, enti non commerciali esercenti attività commerciale non prevalente) devono determinare il reddito applicando il principio di cassa (ibrido) in deroga al principio di competenza in vigore fino al 2016 (resta salva la possibilità di optare per la contabilità ordinaria con opzione di durata triennale). Per le imprese in contabilità semplificata è possibile, sempre a far data dal 2017, la scelta dell’opzione “registrato vale incassato/pagato” che vincola il contribuente per almeno un triennio fatta salva l’opzione per la contabilità ordinaria.

IL LIMITE PER LA CONTABILITA’ SEMPLIFICATA

Come disposto dall’art. 18 del D.p.r. n. 600-73 le persone fisiche che esercitano imprese commerciali, le società di persone e i soggetti equiparati e gli enti non commerciali esercenti attività commerciale non prevalente,qualora i ricavi conseguiti in un “anno intero “ non abbiano superato l’ammontare di:

  • euro 400.000,00, per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi;
  • euro 700.000,00, per le imprese aventi per oggetto altre attività;

sono esonerate per l’anno successivo dalla tenuta della contabilità ordinaria.

Per i contribuenti che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi e altre attività si fa riferimento all’ammontare dei ricavi relativi alla attività prevalente (in mancanza della distinta annotazione dei ricavi, si considerano prevalenti le attività diverse dalle prestazioni di servizi).

Nota: nel caso di contabilità unica per tutte le attività esercitate si considerano prevalenti le attività diverse dai servizi (si applica il limite di euro 700.000,00); in presenza di contabilità con separata annotazione dei ricavi per ciascuna attività si deve fare riferimento all’ammontare dei ricavi relativo all’effettiva attività prevalente (se è prevalente l’attività di prestazione servizi il limite da applicare è di euro 400.000 ovvero ,in caso contrario, il limite di euro 700.000). Per “annotazione separata“ è sufficiente che siano tenuti distinti i mastrini riferiti ai ricavi delle attività “di servizi” rispetto a quelli delle attività “non di servizi” ovvero l’adozione di registri sezionali su vendite e/o corrispettivi (obbligo del registro riepilogativo) ovvero la tenuta della contabilità separata ex art. 36 D.P.R. 633/72 (per obbligo o per opzione).

LA TENUTA DELLA CONTABILITA’ ORDINARIA

Come disposto dall’art. 13, c. 1, D.P.R. 600/1973, si possono avere le seguenti casistiche:

  • contabilità ordinaria per obbligo: si applica in via generale alle Spa, Srl, Sapa, cooperative e mutue assicuratrici, enti pubblici e privati diversi dalle società, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali, associazioni non riconosciute, i consorzi e le altre organizzazioni non appartenenti ad altri soggetti passivi, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;
  • contabilità ordinaria per obbligo a seguito del superamento del limite dei ricavi previsto dalla norma: si applica alle società in nome collettivo, le società in accomandita semplice e i soggetti ad esse equiparate (ex art. 5 del TUIR), le persone fisiche che esercitano imprese commerciali (ex art. 55 del TUIR), gli enti pubblici e privati diversi dalle società, che, esercitano un’attività commerciale in via non prevalente;
  • contabilità ordinaria per opzione: è fatta salva la possibilità di optare…
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