Guardia di Finanza: si amplia lo scambio di informazioni per la lotta all'evasione fiscale

In fase di conversione del D.L. n. 119/2018 il Legislatore ha inteso integrarne il testo con la previsione di specifiche disposizioni in tema di lotta all’evasione, in particolare si amplia lo scambio di informazioni tra Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza per consentire al Corpo una più efficace attività di controllo tributario ovvero per finalità di analisi del rischio di evasione fiscale

Guardia di Finanza: si amplia lo scambio di informazioni per la lotta all'evasione fiscaleNuovi poteri alla Guardia di Finanza

Il Parlamento ha approvato a titolo definitivo la Legge 17/12/2018 n. 136, in conversione del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria.

Tra le diverse misure adottate dal Governo, particolare attenzione merita l’ampliamento dello scambio di informazioni tra l’Agenzia delle Entrate e il Corpo della Guardia di Finanza, ai fini della lotta all’evasione, introdotto, in prima lettura, con l’approvazione dell’emendamento 16.0.300 (testo 3) del Relatore.

Il provvedimento adottato consentirà alla Guardia di Finanza di:

  • essere più performante garantendo una più efficace attività di controllo tributario nonché una più capillare analisi del rischio di evasione fiscale;
  • affinare l’attività preventiva di selezione dei soggetti da sottoporre a verifica fiscale, mirando sostanzialmente i fenomeni evasivi di maggiore pericolosità fiscale.

Quello adottato rientra nell’alveo dei provvedimenti decisi dal Legislatore con lo scopo di raggiungere di obiettivi di maggiore fedeltà e correttezza fiscale dei contribuenti in modo da modificare il rapporto tra erario e cittadini.

Lo scambio di informazione ai fini fiscali

Vale la pena partire dalla Direttiva 211/16/UE del Consiglio, datata 15 febbraio 2011, relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale.

La direttiva, che concerne la cooperazione nel settore delle imposte dirette e indirette non ricomprese dalla vigente normativa dell’Unione, aveva già ampliato l’ambito di applicazione in quanto aveva esteso l’ambito soggettivo di operatività della cooperazione a tutte le persone fisiche e giuridiche, compresi trust, fondazioni e fondi di investimento ed aprendo anche a eventuali nuove realtà che potessero sorgere negli Stati membri.

Furono previsti due momenti: 1° gennaio 2013, data dalla quale gli Stati membri avrebbero dovuto porre in essere tutte le disposizioni necessarie per conformarsi alla direttiva; 1° gennaio 2015, momento da cui gli stessi Stati avrebbero dovuto adeguarsi a quanto disposto dall’articolo 8 della menzionata direttiva ovvero sull’ambito di applicazione e sulle condizioni dello scambio automatico obbligatorio di informazioni.

Il Provvedimento dell’Unione aveva previsto nuove forme e procedure di cooperazione amministrativa tra Stati membri nel settore fiscale; ovvero uno scambio di informazioni automatico tra gli stessi Stati (sulla base delle informazioni disponibili) con riferimento a specifiche categorie di reddito e di capitale (che indicherò a breve).

La direttiva doveva applicarsi a tutte le imposte, tranne che:

    • all’IVA, ai dazi doganali o alle accise previste da altre normative dell’Unione in materia di cooperazione amministrativa;
    • ai contributi previdenziali obbligatori dovuti al paese UE;
    • ai diritti quali quelli per certificati e altri documenti rilasciati da autorità pubbliche;
    • alle tasse di natura contrattuale, quale corrispettivo per pubblici servizi.

Le categorie di reddito e di capitale erano le seguenti:

    • redditi da lavoro;
    • compensi per dirigenti;
    • prodotti di assicurazione sulla vita non contemplati in altri strumenti giuridici UE sullo scambio di informazioni e altre misure analoghe;
    • pensioni;
    • proprietà e redditi immobiliari.

Lo scambio di informazioni doveva essere effettuato su richiesta o in automatico, ovvero in forma spontanea.

Altra fonte normativa importante è sicuramente la legge 28 dicembre 2015, n. 208[1] ed in particole l’articolo 1, comma:

    • 145, che così statuiva: “A fini di adeguamento alle direttive emanate dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico in materia di obbligo delle imprese multinazionali di predisporre e presentare annualmente una rendicontazione Paese per Paese che riporti l’ammontare dei ricavi e gli…
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