Fattura elettronica: la novità spaventa

Fattura elettronica: la novità spaventaLa fattura elettronica oramai è una realtà: sono passati 18 giorni da inizio anno ed il sistema informatico del Fisco sembra aver retto al flusso di fatture pervenute. Il temuto crash del sistema non si è verificato, anche se a volte alcuni ritardi ed intoppi sono stati evidenti.

I problemi più evidenti, quelli in cui sono incappato anche io, risiedono nel fatto che è cambiato concettualmente il modo di predisporre le fatture, soprattutto per i contribuenti di minori dimensioni. In particolare chi utilizzava il pacchetto Office per gestire le fatture (i più avanzati Excel, i più retrogadi Word) oggi deve per forza utilizzare dei software di fatturazione tipici del mondo delle grandi aziende.

Oggi, poi, si deve prestare più attenzione perché, una volta inviata, la fattura non è più correggibile: in caso di errore si deve procedere ad emissione della nota di credito e a rifatturare l’operazione in modo corretto (si spera di sbagliare una volta sola).

E cambierà anche la gestione delle fatture ricevute (cioè il ciclo passivo): probabilmente le attività più strutturate dovranno implementare nuove procedure per monitorare e gestire i documenti di acquisto.

In pratica la procedura di fatturazione è diventata più rigida, dato che ci si deve attenere strettamente ai tracciati ammessi dal Sistema di interscambio. E’ questa rigidità lo scoglio con cui si scontra oggi il mondo delle partite IVA: se fino a ieri l’emissione della fattura era un’operazione che si poteva svolgere liberamente, sempre nel rispetto dei limiti di legge su forma e contenuto, oggi è cambiato il paradigma: l’emissione della fattura diventa un’operazione standardizzata, uguale (o quasi) per tutti. Mi ricordo di fatture scarabocchiate sui formulari, editate male in Word, oppure serigrafate su carte particolari.

Oggi vige solo il file XML!

E’ questa sostanziale riduzione della libertà dei soggetti interessati, probabilmente, a spaventare gli operatori: siamo di fronte ad una rivoluzione che come tutte le rivoluzioni viene percepita come pericolosa.

Aggiungerei: è sicuramente pericolosa per chi non si sente in grado di affrontarla.

La rivoluzione della fatturazione elettronica cambia senza possibilità di ritorno (“La rivoluzione invece si chiama così perché ti torna sempre addosso, senza pietà!” diceva Tommy Lee jones in un vecchio film degli anni ’90) le nostre abitudini lavorative ed è sicuramente seccante: devo imparare a gestire le mie attività ed il mio tempo in un modo nuovo. Tutti i cambiamenti di abitudini dispiacciono a chi li subisce.

Tuttavia non si tratta solo di riorganizzare le modalità di lavoro e l’utilizzo del proprio tempo: la fatturazione elettronica sicuramente cambierà il rapporto fra i consulenti (contabili e fiscali) ed i clienti semplicemente perché cambierà il modo di gestione del rapporto di collaborazione.

Non solo molte attività di base (il cosiddetto data entry) saranno gestite dal programma, ma per effetto di questa evoluzione il cliente pretenderà di ridurre i costi per l’assistenza contabile di base oppure chiederà al consulente nuovi servizi (la famosa consulenza). In pratica il valore aggiunto del consulente emergerà solo su attività eccedenti quella di gestione della contabilità e degli adempimenti tributari di base.

I consulenti non solo dovranno continuare a svolgere i propri compiti ma dovranno anche riorganizzare la gestione del proprio business: svolgere entrambe queste attività in modo contemporaneo diventa una sfida. Soprattutto, noi consulenti saremo pronti ad analizzare la nostra attività e a correggere gli errori che commettiamo come quando ci presentiamo dai clienti?

Siamo pronti alla sfida? Siamo pronti ad essere i consulenti di noi stessi?

Luca Bianchi

19 gennaio 2019

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Guarda qui i video di Luca Salvetti sulla fattura elettronica

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