Il giudicato per vizi formali non basta

di Isabella Buscema

Pubblicato il 12 ottobre 2018



La presenza di un giudicato, riferito solo a vizi formali del provvedimento annullato, non impedisce che il fisco, entro il termine di decadenza, riproponga il provvedimento, emendato del vizio formale

giudicato per vizi formaliPREMESSA

Il giudicato va considerato un valore imprescindibile dell’ordinamento giuridico, che si ricollega anche al principio di cui all’art. 111 Cost. in tema di giusto processo, in quanto funge da presidio essenziale per la sua ragionevole durata. Il giudicato rappresenta l’aspetto terminale della vicenda processuale (che è evidentemente destinato a produrre effetti sul piano sostanziale) a cui viene assegnato valore vincolante ed immutabile.

L’assegnazione di un valore stabile al giudicato corrisponde innanzitutto all’interesse generale e superiore della giustizia, oltre che a quello precipuo delle parti in causa, e comunque dà attuazione ad una serie di principi di diretta derivazione costituzionale (artt. 24 e 111 Cost.).

La cosa giudicata è l’affermazione indiscutibile di una volontà concreta di legge che riconosce o disconosce un bene della vita ad una delle parti; essa è l’esistenza di una volontà di legge nel caso concreto.

La cosa giudicata non è altro che il bene della vita riconosciuto o disconosciuto dal giudice con sentenza, la quale materialmente si compone del dispositivo e della motivazione.

Esso consente di dare effettiva applic