Buoni pasto elettronici: disciplina fiscale, vantaggi e svantaggi

I buoni pasto elettronici sono la versione digitale dei tickets restaurant cartacei, che hanno sostituito, per praticità e semplificazione, la carta con il tesserino con banda magnetica, simile ad un bancomat o carta di credito, sulla quale accreditare l’importo dei tickets spettanti al dipendente. Esaminiamo i vantaggi e gli svantaggi dal punto di vista sia del datore di lavoro che del dipendente

buoni pasto elettroniciBuoni pasto elettronici: vantaggi e svantaggi
I vantaggi per il negoziante convenzionato (anche il distributore automatico)
Disciplina fiscale dei buoni pasto. Vantaggi sia per l’azienda che per i dipendenti che li utilizzano
Tassazione dei buoni pasto per il dipendente
Compensi in natura
Importo tassato
La disciplina previdenziale per i lavoratori
Tassazione dei buoni pasto per l’azienda
Disciplina Iva
Perché convengono di più i buoni pasto elettronici
NUOVE REGOLE SUI BUONI PASTO – DECRETO N.122/2017
Norme e prassi di rifermento dei Buoni pasto
[…] (vedi PDF sotto)
PRASSI AGENZIA DELLE ENTRATE
PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
[…] (vedi PDF sotto)

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Buoni pasto elettronici: vantaggi e svantaggi

I buoni pasto elettronici sono la versione digitale dei tickets restaurant cartacei, che hanno sostituito, per praticità e semplificazione, la carta con il tesserino con banda magnetica, simile ad un bancomat o carta di credito, sulla quale accreditare l’importo dei tickets spettanti al dipendente.

Il buono pasto o ticket è un titolo di pagamento dal valore predeterminato (stabilito dal datore di lavoro) che l’azienda consegna ai propri dipendenti come servizio sostitutivo della mensa.

buoni pasto elettronici altro non sono che un tesserino con banda magnetica sulla quale l’azienda accredita al dipendente l’importo spettante dei ticket. Una card da usare come un bancomat o una carta di credito. In sostanza, anziché strappare ogni giorno un ticket di carta dal blocchetto consegnato mensilmente dall’azienda, si presenta alla cassa il tesserino elettronico munito di microchip. Una volta introdotto nel Pos, l’importo viene scalato dal credito accumulato.

Occorre un preventivo accordo stipulato tra l’azienda (datore di lavoro) e la società che eroga questo tipo di servizio (negozi convenzionati, anche il distributore automatico) e che prevede l’importo di ciascun buono pasto.

Il dipendente viene anche informato dell’elenco dei negozi convenzionati al servizio e può cominciare a utilizzare l’importo disponibile.

Alla cassa del self service o a quella del supermercato (anche del distributore automatico) il Pos si collega al server dell’azienda (datore di lavoro) e scala l’ammontare della spesa dal saldo accumulato dal dipendente.

Si evidenzia che l’impiego del buono pasto è legittimo solo per sostituire la mensa quotidiana durante le ore lavorative. In teoria, quindi, non può essere usato né in giornate non lavorative (la spesa del sabato), né per l’acquisto di prodotti non commestibili (spazzolini da denti, detersivi, carta da cucina, ecc). Nella pratica, uno può andare, ad esempio, durante la pausa pranzo del mercoledì al supermercato e fare la spesa di generi alimentari con i buoni pasto elettronici fino al massimo consentito.

Il buono pasto può essere utilizzato sia durante la pausa pranzo, come effettivo pagamento del pasto, oppure come valuta di pagamento per l’acquisto di prodotti alimentari presso tutti gli esercizi convenzionati con le società che li emettono. Però bisogna fare attenzione alla data di scadenza riportata sul buono. Oltre quella data non saranno più accettati in pagamento nei negozi convenzionati.

Per i lavoratori i buoni pasto elettronici hanno diversi vantaggi rispetto ai buoni cartacei:

  • i buoni sono caricati sulla card senza dovere necessariamente passare al ritiro in azienda;
  • si riduce la possibilità di furto/smarrimento e di utilizzo da parte di malintenzionati, visto che ogni card prevede una specifica procedura per il furto/smarrimento con il blocco della stessa e l’emissione di una nuova carta con la valorizzazione dei buoni smarriti;
  • risparmio fiscale: come abbiamo già detto grazie alle nuove norme i lavoratori avranno qualche centesimo in più in busta paga.

Ci sono anche svantaggi legati alla bassa accettazione delle card al momento negli esercizi commerciali in Italia. La loro diffusione è di appena il 27% degli esercizi convenzionati che accettano i buoni cartacei. Le regole di utilizzo sono identiche a quelle previste per i buoni cartacei.

I vantaggi per il negoziante convenzionato (anche il distributore automatico) sono legati:

  • alla gestione più rapida della contabilizzazione, che avviene elettronicamente, e quindi alla possibilità di avere il pagamento dalla società emittente in minor tempo;
  • alla riduzione del rischio di furto/smarrimento dei buoni pasto.

Però ci sono per loro anche grossi svantaggi:

  • le commissioni di incasso, già altissime per i buoni cartacei, sono più alte;
  • dovrebbero avere dai 4 ai 6 lettori per garantire l’accettazione di tutte le possibili card.

Il problema principale è che non esiste un Pos unico. Il sistema dei buoni pasto elettronici, così come quello dei buoni pasto cartacei, è infatti frammentato con diversi operatori presenti sul mercato.

Esistono diversi tipi di buoni pasto elettronici: Ticket restaurant smart e Ticket Restaurant Mobile di Edenred, Day TRonic di Day Ristoservice, Pellegrini card, Blu Ticket card, Pass Lunch Card e Lunch Tronic di Sodexo (che emette Pass Lunch, Lunch Time e Ristomat), Qui! Ticket card, E ticket di Gemeaz.

Ogni esercizio commerciale convenzionato (anche il distributore automatico), deve avere il suo lettore POS, per poter garantire l’accettazione di tutti i buoni pasto elettronici, dovrebbe avere almeno 6 diversi lettori di card.

Group, Sodexo e Day Ristoservice hanno annunciato di volere introdurre un Pos unico in grado di leggere le diverse loro carte.

Pellegrini ha deciso di usare per la sua card i lettori di carte di credito, ovviamente quelli di proprietà di operatori con cui ha stretto una convenzione (al momento Cartasì, Setefi, alcune BCC, consorzio Triveneto).

Però alla fine sicuramente non c’è la possibilità di avere un POS unico per tutte le card.

Per ridurre gli svantaggi per esercenti e lavoratori, e rendere il passaggio al buono elettronico più semplice possibile, bisogna lavorare sulla riduzione delle commissione di sconto del buono pasto (pagare fino al 15% è inaccettabile) e sull’introduzione di un POS unico. 

Deducibilità

Dall’1.07.2015 è cambiata la deducibilità dei buoni pasto elettronici, passata da € 5,29 ad € 7,00, il che significa fino a € 400,00 di reddito l’anno in più per la spesa alimentare.

Dal 09.09.2017, per effetto del nuovo decreto Mise, è prevista la cumulabilità fino a 8 ticket contemporaneamente.

I buoni pasto elettronici sono tickets restaurant elettronici per fruire ed utilizzare i buoni pasto da parte di aziende e dipendenti.

I nuovi buoni pasto elettronici diventano digitali attraverso l’accredito diretto del valore dei buoni pasto su una card elettronica da usare come bancomat, che consente di fruire la spesa nei negozi convenzionati al circuito della società che ha emesso i buoni pasto.

Funzionano come i tickets cartacei, invece che essere emessi su carta, l’importo è accreditato al dipendente su una carta magnetica, la cui lettura avviene tramite terminale POS come avviene quando si utilizza il bancomat.

L’azienda che decide di passare per comodità e trasparenza fiscale ai tickets elettronici stipula il contratto con la società che si occupa dell’emissione dei tickets (esempio Postepay lunch, Day, Pellegrino card, ecc.).

Sottoscritto il contratto (tra il datore di lavoro e la società che si occupa dell’emissione dei buoni pasto) che stabilisce anche il valore col quale deve essere emesso ciascun buono pasto e la modalità di fruizione da parte del dipendente, la società emettitrice provvede alla consegna della card per ogni lavoratore e all’elenco dei negozi convenzionati al circuito.

Una volta consegnata la carta e accreditato il valore spettante al dipendente, questo può iniziare ad utilizzare l’importo disponibile per fare la spesa, ma, alla cassa, invece che dare il buono pasto cartaceo consegna la card elettronica.

Il terminale POS (installato presso i negozi convenzionati) leggendo il micrchip si collega in automatico al server della società che ha emesso i buoni e registra l’ammontare della spesa scalando l’importo dal saldo a disposizione del dipendente e le transazioni registrate costituiscono la base per la fatturazione dell’azienda e della società emettitrice i buoni.

La Legge 287, del 25.08.1991 (normativa sull’attività dei pubblici esercizi), si applica alle attività di somministrazione al pubblico di alimenti e di bevande. Per somministrazione si intende la vendita per il consumo sul posto, che comprende tutti i casi in cui gli acquirenti consumano i prodotti nei locali dell’esercizio o in una superficie aperta al pubblico, all’uopo autorizzati.

Si applica altresì alla somministrazione al pubblico di alimenti e bevande effettuata con distributori automatici in locali esclusivamente adibiti a tale attività.

Tenuto conto delle disposizioni contenute nel Dpcm 18.11.2005 e nel decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 7 giugno 2017, n. 122 – in attuazione dell’art. 144, 5^ comma, d. lgs. 50, del 18.04.2016, i soggetti intervenienti sono:

  • la società che gestisce i servizi sostitutivi di mensa – Società di emissione i buoni pasto;
  • gli esercizi convenzionati (anche il distributore automatico), i quali debbono stipulare apposita convenzione con la società di emissione i buoni pasto;
  • i datori di lavoro (clienti) pubblici o privati che acquistano i buoni pasto dalla società di emissione.

Tra i soggetti intervenienti, nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge, occorre sottoscrivere:

  • un contratto di appalto tra la società di emissione e il datore di lavoro per i servizi sostitutivi di mensa, aggiudicato ai sensi dell’art.23, 1^ c., lett. b), d.lgs. 157/95;
  • ed una convenzione tra la società di emissione i buoni pasto ed i negozi convenzionabili (anche i distributori automatici).
    • …….

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Antonino Pernice

21 settembre 2018

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