Focus sui buoni pasto ai dipendenti

di Celeste Vivenzi

Pubblicato il 9 novembre 2017



i buoni pasto sono uno strumento sempre più utilizzato come integrazione del salario; in questo articolo analizziamo le modalità di erogazione e di utilizzo, i riflessi fiscali e previdenziali per il dipendente, i costi fiscali per le aziende

Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditateCome noto il datore di lavoro può mettere a disposizione dei suoi dipendenti un servizio mensa o in alternativa riconoscergli un’indennità economica sostitutiva (tale indennità è attribuita sia ai lavoratori a tempo pieno e sia ai lavoratori a tempo parziale), i cosiddeti buoni pasto.

Nota: l'indennità sostitutiva di mensa fa parte della retribuzione erogata al dipendente ed è soggetta, per legge, sia alla contribuzione previdenziale che a quella fiscale.

In materia invece di buoni pasto (tickets) la Legge di Stabilità 2015 (Legge n.190-2014) ha previsto un aumento del limite di esenzione fiscale e previdenziale dei ticket elettronici elargiti ai lavoratori dipendenti (il limite è passato da 5,29 a 7 euro per ciascun buono emesso su base giornaliera).

Nota: il superamento del limite di esenzione comporta l’assoggettamento in busta paga di ritenute fiscali e contributi per la differenza attribuita.

Da ultimo il Ministero dello Sviluppo Economico, con il decreto 7 giugno 2017 n. 122, ha modificato parzialmente la disciplina relativa ai buoni pasto per i dipendenti ed i collaboratori delle aziende pubbliche e private.

Nota: il DM 7/06/2017 n. 122, in vigore dal 9/9/2017, ha emanato le disposizioni attuative che disciplinano i servizi di ristorazione regolando la concorrenza nel settore, lo svolgimento dei rapporti tra gli operatori e i consumatori ed individuando gli esercizi presso i quali può essere erogato il servizio sostitutivo di mensa reso con buoni pasto (unitamente alle caratteristiche dei buoni pasto e al contenuto degli accordi stipulati tra le società di emissione di buoni pasto e i titolari degli esercizi convenzionabili).

LE NOVITA' DEL DECRETO LEGGE N.122 DEL MISE

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), con il decreto 7 giugno 2017 n. 122, ha modificato parzialmente la disciplina relativa ai buoni pasto per i dipendenti ed i collaboratori delle aziende pubbliche e private.

Le novità, che hanno valenza a far data dal 9 settembre 2017, e i punti principali trattati nel decreto sono i seguenti :

1) utilizzo fino ad 8 buoni pasto contemporaneamente: è consentita la cumulabilità di utilizzo fino a 8 buoni contemporaneamente (i buoni continuano a non essere commercializzabili e/o convertibili in denaro e sono utilizzabili solo dal titolare, esclusivamente per l’interno valore facciale);

2) utilizzo del buono in giornate non lavorative: i buoni possono essere utilizzati anche in giornate non lavorative occorre rammentare che i buoni pasto sono esclusivamente quelli forniti attraverso società a tal scopo riconosciute dal D.Lgs. n. 50/2016), che hanno stipulato accordi con i titolari degli esercizi convenzionabili (il valore facciale del buono è comprensivo dell'Imposta sul valore aggiunto prevista per le somministrazioni al pubblico di alimenti e bevande e le cessioni di prodotti alimentari pronti per il consumo);

3) contenuto dei buoni pasto: i buoni pasto in forma cartacea (dell’importo complessivo giornaliero di 5,29 euro) devono riportare i seguenti dati:

a) il codice fiscale o la ragione sociale del datore di lavoro;

b) la ragione sociale e il codice fiscale della società di emissione;

c) il valore facciale espresso in valuta corrente;

d) il termine temporale di utilizzo;

e) uno spazio riservato alla apposizione della data di utilizzo, della firma del titolare e del timbro dell'esercizio convenzionato presso il quale il buono pasto viene utilizzato;

f) la dicitura “Il buono pasto non è cedibile, né cumulabile oltre il limite di otto buoni, né commercializzabile o convertibile in denaro; può essere utilizzato solo se datato e sottoscritto dal titolare”;

4) utilizzo dei buoni pasto: i buoni pasto possono essere utilizzati dai soggetti legittimati ad esercitare:

a) la somministrazione di alimenti e bevande (legge 25 agosto 1991, n. 287);

b) l’attività di mensa aziendale ed interaziendale;

c) la vendita al dettaglio, sia in sede fissa che su area pubblica (D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114) dei prodotti appartenenti al settore merceologico alimentare;

d) la vendita al dettaglio nei locali di produzione e nei locali attigui dei prodotti alimentari previa iscrizione all'Albo (legge 8 agosto 1985, n. 443);

e) la vendita al dettaglio e la vendita per il consumo sul posto dei prodotti provenienti dai propri fondi effettuata, dagli imprenditori agricoli (ai sensi dell'articolo 4, commi 1 e 8-bis, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228) , dai coltivatori diretti e dalle società semplici esercenti l’attività agricola, iscritti nella sezione speciale del registro delle imprese.

Inoltre i buoni pasto possono essere utilizzati nell'ambito dell’attività di agriturismo( legge 20 febbraio 2006, n. 96) per la somministrazione di pasti e bevande, costituiti prevalentemente da prodotti propri e da prodotti di aziende agricole della zona, presso la propria azienda; nell'ambito dell’attività di ittiturismo, per la somministrazione di pasti costituiti prevalentemente da prodotti derivanti dall’attività di pesca (legge 20 febbraio 2006, n. 96), da parte di imprenditori ittici; nella vendita al dettaglio dei prodotti alimentari, anche trasformati, nei locali adiacenti a quelli di produzione nel caso di soggetti esercenti l’attività di produzione industriale.

5) Accordi tra società di emissione ed esercizi convenzionabili: il Decreto identifica inoltre la modalità di stipula degli accordi tra società di emissione dei buoni pasto ed i titolari degli esercizi convenzionabili stabilendo che gli accordi devono contenere i seguenti elementi:

a)la durata del contratto, le condizioni anche economiche, ed il termine del preavviso per l'eventuale rinegoziazione o la disdetta;

b) le clausole di utilizzabilità del buono pasto, relative alle condizioni di validità, ai limiti di utilizzo e ai termini di scadenza, specificati in modo espresso ed uniforme;

c) l'indicazione dello sconto incondizionato riconosciuto alla società emittente dai titolari degli esercizi convenzionati per effetto dell'utilizzo dei buoni pasto presso i medesimi;

d)l'indicazione del termine di pagamento che la società emittente è tenuta a rispettare nei confronti degli esercizi convenzionati;

e) l'indicazione del termine, non inferiore a 6 mesi dalla data di scadenza del buono pasto, entro il quale l'esercizio convenzionato potrà esigere il pagamento delle prestazioni effettuate;

f) l'indicazione di eventuali ulteriori corrispettivi riconosciuti alla società emittente.

Continua a leggere nel PDF... --->

*** potrebbe forse interessarti anche questo articolo:  I nuovi buoni pasto in forma elettronica e gli strumenti più utilizzati per sostituire la mensa aziendale

Scarica il documento