Studi di settore: il 2017 è l’ultimo anno delle misure premiali

L’art.10, comma 9, del D.L.n.201 del 6 dicembre 2011, convertito, con modificazioni, in legge n. 214 del 22 dicembre 2011, dispone, a partire dal periodo di imposta 2011, limitazioni ai poteri di accertamento nei confronti dei soggetti che dichiarano, anche per effetto dell’adeguamento, ricavi o compensi pari o superiori a quelli risultanti dall’applicazione degli studi di settore, a condizione che gli stessi soggetti:

  • abbiano regolarmente assolto gli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, indicando fedelmente tutti i dati previsti;
  • sulla base di tali dati, risultino coerenti con gli specifici indicatori previsti dai decreti di approvazione dello studio di settore o degli studi di settore applicabili.

Tale disposizione prevede che nei confronti dei soggetti congrui e coerenti:

  • sono preclusi gli accertamenti di tipo “analitico – presuntivo”;
  • la determinazione sintetica del reddito complessivo è ammessa solo a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un terzo quello dichiarato;
  • è ridotto di un anno il termine di decadenza per l’attività di accertamento effettuata ai fini delle imposte dirette e dell’IVA.

Ricordiamo che con circolare n. 25/E del 19 giugno 2012, le Entrate hanno confermato che le misure premiali previste nel comma 9 dell’art. 10 del D.L. n. 201 del 2011 hanno una portata generale applicandosi a tutti i contribuenti soggetti al regime di accertamento basato sulle risultanze degli studi di settore.

Il comma 12 del citato art.10 del decreto-legge n. 201 del 2011 statuisce che con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, sentite le Associazioni di categoria, possano essere differenziati i termini di accesso alla disciplina premiale in argomento, tenuto conto del tipo di attività svolta dal contribuente. Inoltre, la medesima disposizione stabilisce che con tale provvedimento sono dettate le relative disposizioni di attuazione.

La circolare n.14/E del 6 luglio 2018 rileva che, tenuto conto dei risultati dell’applicazione del regime premiale ai periodi d’imposta dal 2011 al 2016, sentite le Organizzazioni di categoria e attesa l’esigenza di garantire l’applicazione del regime premiale ai contribuenti che dichiarano “fedelmente” i dati degli studi di settore e – che risultano congrui alle risultanze degli stessi, sono stati confermati, per il periodo di imposta 2017, i medesimi criteri applicati per le annualità 2014, 2015 e 2016 di individuazione degli studi di settore che consentono l’accesso al regime premiale.

In particolare, gli estensori del documento di prassi citato osservano che il 2017 è l’ultimo anno di applicazione del regime premiale in argomento, atteso che, a partire dall’annualità di imposta in corso al 31 dicembre 2018, il comma 931 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, ha previsto l’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale.

Con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 1° giugno 2018 è stato disciplinato l’accesso, per il solo periodo di imposta 2017, al regime premiale in argomento per 155 studi di settore, di cui uno relativo ad attività di lavoro autonomo e due relativi sia alle attività di impresa che di lavoro autonomo (studi con doppio quadro contabile), per i quali risultano approvati indicatori di coerenza economica riferibili ad almeno:

  • quattro delle seguenti tipologie:
  1. efficienza e produttività del fattore lavoro;
  2. efficienza e produttività del fattore capitale;
  3. efficienza di gestione delle scorte;
  4. redditività;
  5. struttura;
  • tre delle tipologie in precedenza indicate e che contemporaneamente prevedono l’indicatore “Indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti”.

Come indicato nella circolare n.24/E del 30 maggio 2016, il contribuente può accedere al regime premiale a condizione che:

  • dichiari ricavi o compensi pari o superiori a quelli…
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