Stop agli interessi sulle sanzioni tributarie - dilazioni da avvisi bonari e rateazioni delle cartelle

Con la sentenza n.16553 del 22 giugno 2018 la Corte di Cassazione si è occupata di una questione ancora controversa: l’applicabilità degli interessi di dilazione anche sugli importi irrogati a titolo di sanzione tributaria.

LE NORME

Come noto, l’articolo 2 comma 3 del D.Lgs. 472/1997 prevede che, la somma irrogata a titolo di sanzione non produce interessi.

L’articolo 7 comma 2 – sixies del D.L. 70/2011 ha modificato l’articolo 30 del DPR 602/73 prevedendo espressamente che gli interessi di mora, quelli dovuti in caso di mancato pagamento delle somme dovute alla scadenza della cartella, non sono dovuti sulle sanzioni tributarie.

Il quadro normativo prevede, quindi, che in deroga alle regole generali, secondo le quali in caso di dilazione o ritardo nel pagamento di una somma questa produce interessi compensativi o di mora, le somme dovute a titolo di sanzione non producono interessi ordinari e interessi di mora.

LA POSIZIONE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

L’Amministrazione finanziaria, con la circolare n. 180/E/1998, aveva precisato che la disposizione di cui sopra non si applica alle dilazioni del pagamento perché in tal caso gli interessi perseguono le finalità proprie degli interessi comuni e tendono a rimuovere il danno subito dall’Erario rappresentato dalla mancata produttività del denaro e dal costo del medesimo.

Secondo tale impostazione le sanzioni non producono interessi di mora mentre producono interessi nel caso di dilazione del pagamento delle somme dovute.

Sulla base di tale assunto risultano dovuti gli interessi sulle sanzioni nei casi di dilazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo, affidate per la riscossione (rateazione ex art. 19 del DPR 602/73), delle somme indicate negli avvisi di irregolarità di cui ai controlli automatici e formali (rateazione ex D.Lgs. 462/1997).

LA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE

Di diverso parere la Corte della Cassazione che, con la sentenza n.16553 del 22 giugno 2018, ha affermato che l’articolo 2 comma 3 del D.Lgs. 472/1997, che stabilisce che la somma irrogata a titolo di sanzione non produce interessi, trova applicazione anche nell’ipotesi di dilazione del pagamento, dove i cd interessi di dilazione perseguono le medesime finalità proprie degli interessi comuni.

La norma in argomento, infatti, deve considerarsi norma “eccezionale” che, quindi, deve prevalere sulla regola generale.

Nello specifico la sentenza  n.16553 del 22 giugno 2018 tratta degli interessi di cui all’articolo 21 del DPR 602/73 il quale, come noto, regolamenta gli interessi dovuti in caso di rateazione delle somme dovute al concessionario ai sensi dell’articolo 19 del medesimo DPR.

Pertanto, in tutti i casi di rateazione di somme iscritte a ruolo o affidate per la riscossione, l’ADER non può applicare gli interessi di dilazione di cui all’articolo 21 del DPR 602/73 anche sulle somme dovute a titolo di sanzione.

CONCLUSIONE

Stante la motiva adotta dai giudici di legittimità lo stop degli interessi sulle somme dovute a titolo di sanzione, si estende a tutte le ipotesi di dilazione concesse dall’amministrazione finanziaria e, quindi, anche alle dilazioni delle somme indicate negli avvisi di irregolarità dovute in esito ai controlli automatici e formali.

Ci si augura che l’amministrazione prenda atto della decisione della Suprema Corte e provveda quanto prima ad adeguare le proprie procedure di calcolo.

Per altro i contribuenti potranno anche valutare di formulare istanza di sgravio per gli interessi ancora da versare e con riferimento alle rateazioni già concesse ed in essere, ovvero istanza di rimborso per gli interessi pagati sulle sanzioni con riferimento alle rate già pagate e relative sia a rateazioni in corso che a rateazioni completate.

Il termine di prescrizione per la richiesta del rimborso degli interessi è quello ordinario di anni 10.

Mario Agostinelli

27 agosto 2018

 

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