Sicurezza sul lavoro e tirocini: gli obblighi per i lavoratori autonomi

È di qualche giorno fa l’Interpello del MLPS con il quale è stato chiarito quali siano le prescrizioni a cui devono attenersi i lavoratori autonomi non inquadrabili come datori di lavoro nell’ospitare un tirocinante ovvero un ragazzo che svolge l’alternanza scuola-lavoro: la controversia sorge perché non è chiaro se vadano seguite le prescrizioni del solo articolo 21 del Tu in materia di salute e sicurezza sul lavoro oppure se sia invece necessario rispettare le disposizioni dell’intero TU.
Salute e sicurezza per i tirocinanti di lavoratori autonomi
Quando si parla di salute e sicurezza sul lavoro è immediato pensare a qualcosa di estremamente complicato e anche molto dispendioso per qualsiasi tipologia di azienda: mettere in sicurezza i locali e i luoghi in cui si svolge l’attività lavorativa, formare i dipendenti e svolgere tutte le attività propedeutiche, sono da sempre fonte di problematiche e – anche – dubbi applicativi, nonostante il disposto del D.Lgs. n. 81/2008.
Proprio a proposito di dubbi interpretativi, a chiarimento di uno di essi è intervenuto l’Interpello n. 4 del 25 giugno 2018, con il quale la Provincia Autonoma di Trento ha avanzato istanza di interpello per conoscere il parere della Commissione in materia di salute e sicurezza sul lavoro in merito “all’applicazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro nei casi di tirocini formativi presso lavoratori autonomi non inquadrabili come datori di lavoro”: più nel dettaglio ciò si è reso opportuno in quanto diversi Istituti scolastici promuovono la formazione degli studenti presso Maestri Artigiani – che sono lavoratori autonomi non inquadrabili come datori di lavoro – anche tramite l’alternanza scuola-lavoro prevista dalla Legge n. 107/15.
La problematica
Ebbene, il dubbio riguarda l’applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ossia se nei casi di tirocini formativi da svolgersi presso lavoratori autonomi non configurabili come datori di lavoro sia applicabile:

l’articolo 21 del D.Lgs. n. 81/08, individuando particolari modalità per garantire la tutela e sicurezza del tirocinante (e quindi con modalità atte a garantire la sicurezza ma con misure ridotte rispetto alla generale portata del TU Sicurezza;
l’intero D.Lgs. n. 81/08, con conseguente e non indifferente aggravio di oneri a carico dell’imprenditore e possibili effetti sulla fattiva “realizzabilità del tirocinio stesso”.

I chiarimenti ministeriali
Il Ministero, prima di fornire una risposta precisa al dubbio sorto, ha fornito una disamina delle disposizioni applicabili in materia di alternanza scuola-lavoro, specificando che:

secondo quanto previsto dalLgs. n. 77/2005 – recante proprio la definizione delle norme generali relative all’alternanza scuola-lavoro – l’alternanza, comporta che “gli studenti che hanno compiuto il quindicesimo anno di età, salva restando la possibilità di espletamento del diritto-dovere con il contratto di apprendistato […] possono presentare la richiesta di svolgere, […] l’intera formazione dai 15 ai 18 anni o parte di essa, attraverso l’alternanza di periodi di studio e di lavoro, sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica o formativa”, la quale deve stringere “apposite convenzioni con le imprese, o con le rispettive associazioni di rappresentanza, o con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con gli enti pubblici e privati, ivi inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di apprendimento in situazione lavorativa, che non costituiscono rapporto individuale di lavoro[…]”;

 

il Lgs. n. 81/2008 prevede espressamente che ai fini previsti dal medesimo per “lavoratore” debba intendersi una “persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con …

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