Mancata iscrizione all'AIRE: l'immobile a Miami fa scattare il controllo

La problematica che considereremo nel presente articolo concerne il fatto che ci sono giunte diverse segnalazioni circa una serie di controlli messi in campo dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di Italiani che hanno immobili in Florida, in particolare nella Contea di Miami. Vediamo quali sono le caratteristiche tipiche della fattispecie che parrebbe attirare l’attenzione del Fisco italiano

Software per compilare il quadro rw nel 2018La problematica che considereremo nel presente articolo concerne il fatto che ci sono giunte diverse segnalazioni circa una serie di controlli messi in campo dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di Italiani che hanno immobili in Florida, in particolare nella Contea di Miami.
Vediamo innanzitutto quali sono le caratteristiche tipiche della fattispecie che parrebbe attirare l’attenzione del Fisco Italiano; i punti salienti sono i seguenti tre:

1) il soggetto Italiano che detiene l’immobile non è iscritto all’AIRE e pertanto è considerato un residente fiscale Italiano.
2) l’immobile di cui il soggetto è proprietario non è stato indicato nel quadro RW della sua dichiarazione dei redditi Italiana oppure la dichiarazione dei redditi Italiana non è stata nemmeno presentata.
3) L’immobile è detenuto nella contea di Miami (Miami-Dade County, la quale comprende non solo la città di Miami ma anche il distretto di Miami Beach).

Analizziamo punto per punto questi tre elementi…

Il primo punto può sembrare per certi aspetti ovvio, dato che il Fisco Italiano è interessato ai soggetti non residenti in Italia esclusivamente per i loro redditi di fonte Italiana. Pertanto la necessità di essere residenti in Italia è fondamentale per attirare l’attenzione del fisco. Qui però è bene fare alcune considerazioni di tipo pratico che spesso sfuggono ma che sono senz’altro rilevanti per impostare correttamente la propria posizione fiscale a livello internazionale.

Ipotizziamo che il nostro soggetto-tipo sia un Cittadino Italiano che si sia trasferito definitivamente con l’intera famiglia in America e che per questo motivo abbia deciso di acquistare un immobile da adibire a propria abitazione. Ipotizziamo altresì che tale immobile sia sito, per l’appunto, a Miami. Il nostro soggetto, però, al momento di partire per gli USA non si è iscritto all’AIRE, né si è iscritto successivamente.

La mancata iscrizione all’AIRE può essere determinata da tre fondamentali ordini di ragioni:

– il soggetto non è a conoscenza della problematica AIRE e ciò talvolta è causato dal fatto che egli non si rivolge o non informa il proprio Consulente Italiano circa la sua intenzione di espatriare: egli ritiene che il fatto di trasferirsi in un altro Paese lo esima da ogni altra obbligazione fiscale Italiana.
– Il soggetto è a conoscenza della problematica AIRE, però decide “momentaneamente” di non iscriversi, giacché
o L’obbligo di iscrizione scatta solo dopo 12 mesi di residenza estera;
o il soggetto che parte non è sicuro sulla propria permanenza definitiva all’estero e istintivamente preferisce iscriversi all’AIRE solo qualora le condizioni di permanenza all’estero si siano consolidate.
– Il soggetto è a conoscenza della problematica AIRE ed è altresì sicuro che il suo trasferimento all’estero sia permanente, però mal sopporta alcune delle conseguenze che l’iscrizione all’AIRE comporta.

L’iscrizione all’AIRE, come noto, ha infatti molteplici conseguenze:

a) il diritto di voto per le consultazioni elettorali e referendarie può essere esercitato all’estero;
b) tutta una serie di documenti e certificati può essere richiesta o rinnovata presso le autorità Consolari del Paese Estero dove si risiede;
c) c’è la perdita del diritto al medico di base;
d) c’è la perdita all’assistenza sanitaria ospedaliera gratuita;
e) c’è la perdita dell’agevolazione connessa alla riduzione del prezzo dei medicinali.
f) è invece mantenuta l’assistenza sanitaria urgente, che si può estendere fino ad un massimo di 90 giorni, anche non consecutivi;
g) gli automezzi di cui il soggetto è proprietario, dopo 6 mesi di residenza estera, devono essere immatricolati nel Paese di residenza estera.

Queste conseguenze, ed in particolare le limitazione riguardanti la Sanità Italiana, sono particolarmente indigeste a molti Italiani che si trasferiscono all’estero, dato che la fiducia nella Sanità di un Paese estero non è…

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