Istituzione dell'Anagrafe nazionale della popolazione residente, unica struttura per la gestione dei dati anagrafici che subentrerà all'INA, all'AIRE e ai Comuni

Con il D.P.C.M. 10 novembre 2014, n. 194 –pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 5 dell’8 gennaio 2015 – è stato adottato specifico regolamento volto a definire le modalità di attuazione e di funzionamento dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), unica struttura per la gestione dei dati anagrafici che – gradualmente – subentrerà all`Indice Nazionale delle Anagrafi (INA) e all’Anagrafe della Popolazione Italiana Residente all`Estero (AIRE) e alle Anagrafi della popolazione residente curate dai Comuni.

Il nuovo sistema centralizzato permetterà di garantire l’integrità, l’univocità e la sicurezza delle informazioni, concernenti i dati del cittadino, della famiglia anagrafica e della convivenza, i dati dei cittadini italiani residenti all’estero ed il domicilio digitale, nonché le variazioni anagrafiche e i dati relativi alle situazioni anagrafiche pregresse ed, in una distinta sezione, le schede anagrafiche relative alle persone cancellate.

L’ANPR, inoltre, renderà disponibili all’ISTAT i dati concernenti la popolazione, il movimento naturale e i trasferimenti di residenza, necessari alla produzione delle statistiche ufficiali sulla popolazione e sulla dinamica demografica, nel rispetto della normativa nazionale e della legislazione dell’Unione Europea.

Il cittadino registrato nell’ANPR potrà esercitare il diritto di accesso ai propri dati personali tramite il sito web dell’ANPR, in modalità diretta e sicura, e previa identificazione informatica.

La nuova banca dati centralizzata costituisce sicuramente un’importante innovazione tecnologica e normativa tenuto conto che – in precedenza – erano evidenti le criticità connesse all’eccessivo grado di disallineamento – stimato nell’ordine dell’8-10 per cento – tra i dati della popolazione residente nei comuni e i dati registrati nell’archivio dell’Anagrafe Tributaria, con rilevanti conseguenze sia sul piano dell’analisi del patrimonio informativo a disposizione degli organi deputati dell’accertamento fiscale, sia sulle attività di competenza – anche dal punto di vista della tassazione locale – degli enti territoriali.

Infatti, occorre evidenziare l’importanza di un adeguato flusso di interscambio conoscitivo tra sistemi centrali e periferici, anche in relazione alla possibilità per l’ente locale e per i competenti uffici dell’Agenzia delle Entrate – per le parti di rispettiva competenza – di procedere ad una corretta gestione e programmazione delle risorse finanziarie sulla base della conoscenza del loro effettivo ammontare, nonché di analizzare la situazione reddituale di un soggetto anche in relazione all’effettiva condizione anagrafica-famigliare. In diverse sedi, peraltro, è stato rilevato come, in precedenza, gli uffici tributi degli enti locali non disponessero sempre di informazioni aggiornate e tempestive da fornire in input a strumenti di analisi fiscale, e quindi diventava generalmente problematica l’attuazione di strategie, il controllo delle entrate e la pianificazione delle attività di accertamento. A titolo di esempio, già nel corso dell’indagine “i rapporti tra il sistema di gestione dell’Anagrafe Tributaria e le amministrazioni locali” della competente Commissione Parlamentare di Vigilanza del 22.09.2004, era stato – tra l’altro – evidenziato chemolto maggiori appaiono i disallineamenti tra i dati degli immobili contenuti nelle dichiarazioni ICI e quelli registrati negli archivi dell’Agenzia del territorio, aspetto questo ritenuto preoccupante dall’ANCI anche in vista del passaggio delle funzioni catastali ai comuni.

In conclusione, il nuovo sistema centrale dei dati anagrafici potrà arrecare indiscutibili benefici:

  • sia nei confronti degli Enti locali e – al riguardo – basta rinviare al ruolo dei Comuni nell’attività di accertamento previsto dal D.L. nr.203/2005, convertito con la Legge nr. 248/2005. Infatti, l’art.1 della disposizione normativa di cui sopra ha previsto che la partecipazione dei Comuni all’accertamento è…

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