Rivalutazione dei terreni edificabili e delle partecipazioni: come valutare la convenienza

Siamo al rush finale anche per ciò che riguarda la rivalutazione dei terreni agricoli, edificabili e delle partecipazioni in grado di determinare redditi diversi tassabili. L’imposta sostitutiva deve essere versata, affinché la rivalutazione abbia valore, entro il 2 luglio prossimo, lo stesso termine previsto per il versamento del saldo delle imposte sui redditi

Kit rivalutazione quote 2018Siamo al rush finale anche per ciò che riguarda la rivalutazione dei terreni edificabili e delle partecipazioni in grado di determinare redditi diversi tassabili ai sensi dell’art. 67 del TUIR. L’imposta sostitutiva deve essere versata, affinché la rivalutazione abbia valore, entro il 2 luglio prossimo.

Il termine previsto è quello per il versamento del saldo delle imposte sui redditi, quindi il 30 giugno, ma cadendo la scadenza in un giorno festivo ai fini degli sportelli bancari, la data ultima di versamento è automaticamente prorogata al 2 luglio. In alternativa è possibile scegliere il versamento rateale.

Le rate sono tre (salvo che non si scelga il pagamento in unica soluzione), ed hanno scadenza negli anni 2018, 2019 e 2020. Anche in questa ipotesi il termine è quello per il versamento delle imposte sui redditi risultanti dalla relativa dichiarazione. Se il contribuente sceglie il versamento rateale, affinché la rivalutazione abbia valore, deve essere versata nei termini di legge almeno la prima rata.

Gli omessi o tardivi versamenti delle rate successive non invalidano la rivalutazione. Tuttavia l’Agenzia delle entrate sarà legittimata ad effettuare l’iscrizione a ruolo delle somme dovute. In ogni caso, sia pure solo per le rate successive alla prima, sarà possibile fruire del ravvedimento operoso.

Le partecipazioni possono essere rivalutate sia se siano qualificate, ma anche laddove non lo siano. Sono escluse dalla rivalutazione solo le partecipazioni relative alle società quotate. Inoltre gli asset oggetto di rivalutazione devono essere posseduti al di fuori dell’attività d’impresa.

Un’osservazione deve essere effettuata per ciò che riguarda gli imprenditori agricoli che intendono rivalutare i terreni edificabili posseduti. A tal fine è irrilevante che i predetti beni partecipino alla formazione del reddito agrario. Pertanto, anche se effettivamente impiegati per l’esercizio dell’attività agricola gli stessi darebbero luogo, in caso di cessione, ad una plusvalenza tassabile ai sensi dell’art. 67 del TUIR. Diversamente, ma la soluzione non sarebbe corretta, l’eventuale plusvalenza sarebbe assorbita dal reddito agrario beneficiando, illegittimamente, di una tassazione di tipo forfetario.

Conseguentemente se la cessione è in grado di determinare plusvalenze tassabili ai sensi del citato art. 67, sarà possibile, in presenza degli altri presupposti di legge, fruire della rivalutazione.

In particolare, i beni oggetto di rivalutazione devono essere posseduti al 1° gennaio 2018. Inoltre la perizia giurata, dalla quale si desume il “nuovo” valore, deve essere predisposta entro il termine del 30 giugno prossimo.

La Corte di Cassazione ha affermato, con l’ordinanza del 25 settembre 2017, n. 22249, che la perizia può anche essere successiva rispetto all’atto di cessione del terreno o della partecipazione oggetto di rivalutazione. L’unica condizione è l’osservanza della scadenza del 30 giugno.

La rivalutazione rappresenta un’ottima opportunità per i contribuenti che intendono cedere le partecipazioni e le aree possedute. Ciò soprattutto nel caso in cui il prezzo di cessione presunto incorpori una plusvalenza stimata di rilevante entità.

L’imposta sostitutiva è dovuta nella misura dell’8 per cento. Tuttavia l’aliquota deve essere applicata al valore dell’area o della partecipazione e non al differenziale tra il valore dei beni ed il costo fiscalmente riconosciuto. La precisazione è essenziale per effettuare le necessarie valutazioni di convenienza. Infatti se il valore rivalutato dell’area è particolarmente elevato, ma la plusvalenza sarà di modesto ammontare, sarà più conveniente versare l’Irpef ordinaria o, in alternativa, assoggettare la plusvalenza alla tassazione separata.

Ciò in quanto, come ricordato, l’imposta sostitutiva dell’8 per cento deve essere applicato all’intero valore rivalutato risultante dalla perizia giurata. Si…

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