Consulenze tecniche giudiziarie: distrazione delle spese processuali, rivalsa IVA e adempimenti da split payment

Come noto, con la Legge di Stabilità 2015 (Legge 190/2014) è stato introdotto un particolare meccanismo – fissato dall’art. 17-ter rubricato “Operazioni effettuate nei confronti di pubbliche amministrazioni e altri enti e società”[1] – di assolvimento dell’IVA nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e altri enti e società[2], il quale prevede che per le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti di detti soggetti, l’imposta sia versata dagli stessi secondo particolari modalità e termini.
In linea generale, i fornitori dei soggetti tenuti alla scissione dei pagamenti devono emettere le fatture nel rispetto delle disposizioni di cui all’art. 21 del DPR 633/72 indicando imponibile e l’IVA e riportando in calce alla fattura stessa la dicitura “scissione dei pagamenti” ai sensi dell’art.17-ter del DPR 633/72.
D’altra parte, il soggetto tenuto alla scissione dei pagamenti, committente del servizio reso o cessionario del bene trasferito, deve effettuare due distinti mandati di pagamento, uno – per la parte imponibile della fattura – a beneficio del fornitore e l’altro, invece, per la componente dell’IVA direttamente all’Erario, scindendo appunto in due componenti l’esborso complessivo derivante dall’addebito ricevuto[3].
Nella prassi aziendale, non è raro che – nel corso delle vicende giudiziarie connesse ad una controversia innanzi al Giudice – si debba riconoscere il pagamento di competenze a periti coinvolti dal Giudice per esprimere un proprio parere tecnico professionale in ordine alla materia oggetto di decisione del Tribunale.
E’ inoltre possibile che si debba gestire sul piano amministrativo le vicende connesse alla distrazione a carico della parte soccombente delle spese processuali della parte vincitrice ex art. 93 del codice di procedura civile.
In entrambe le riportate ipotesi, la fattura “nasce” intestata al committente, ma la somma necessaria per il pagamento viene fatta gravare sulla parte soccombente.
Già in passato sono stati esaminati i risvolti operativi, sotto il profilo dell’applicazione della rivalsa IVA e degli adempimenti della sostituzione di imposta[4].
 
I COMPENSI DI CONSULENZA TECNICA GIUDIZIARIA E SPESE PROCESSUALI DISTRATTATE
Va innanzitutto ricordato che in base alle disposizioni di Codice di Procedura Civile (Cfr. gli att. 191 e 201 del R.D. 28-10-1940, n. 1443), il Giudice del Tribunale, ai fini di acquisire tutti gli elementi di valutazione utili alla formazione della decisione, può richiedere il parere di un esperto sulla materia oggetto della controversia o su particolari cognizioni scientifiche o tecniche.
Il consulente tecnico d’ufficio (il cosiddetto CTU) svolge dunque la funzione di Ausiliario del Giudice (Cfr. l’art.191 del RD 1443/1940) lavorando per conto dello stesso in un rapporto strettamente fiduciario nell’ambito delle rigide e precise competenze definite dal Codice di procedura civile. Scopo del consulente è quello di rispondere in maniera puntuale e precisa ai quesiti che il Giudice formula nell’udienza di conferimento dell’incarico e di relazionarne i risultati nell’elaborato peritale che prende il nome di Consulenza Tecnica d’Ufficio.
Con specifico riguardo ai profili fiscali che in questa sede interessa sviluppare, è utile osservare che il “committente” del CTU, vale a dire il soggetto che commissiona il lavoro professionale al Consulente, è senza dubbio l’Amministrazione giudiziaria, posto che il CTU deve essere sintetico e preciso rispetto lle domande che gli vengono poste, così da potere chiarire al Giudice esattamente quegli elementi che egli intende valutare per giungere ad una decisione[5].
Oltre che gli esiti della liquidazione delle spese a favore dei consulenti nominati dal Giudice, altra ipotesi utile da esaminare per quanto riguarda l’applicazione dello split payment è quella della distrazione delle spese a favore del difensore della parte vincitrice ex art. …

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it