Proroga cassa integrazione guadagni in caso di crisi complessa: le istruzioni per la compilazione dell’UniEmens

La proroga prevista dalla Legge di Bilancio 2018 in caso di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per i casi di riorganizzazione o crisi aziendale complessa ha necessitato di diversi chiarimenti nel corso dei mesi passati, l’ultimo dei quali con Messaggio n. 1825 dello scorso 30 aprile, con il quale l’Istituto Previdenziale ha chiarito le modalità per la valorizzazione dei dati per la gestione di tali trattamenti.

La proroga CIGS per imprese in crisi complessa nella Legge di Bilancio

La Legge di Bilancio 2018 ha introdotto un’agevolazione per le imprese interessate da cassa integrazione guadagni straordinaria, prevedendo che tali trattamenti possano essere prorogati in specifiche circostante:

  • qualora cioè le aziende siamo interessate da processi organizzativi complessi;

ovvero

  • piani di risanamento.

Ciò è stato in particolare stabilito con l’articolo 1, comma 133, della Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018) il quale ha introdotto all’interno del D.Lgs. n. 148/2015 l’articolo 22-bis con il quale si stabilisce che per gli anni 2018 e 2019 le aziende con un numero di lavoratori superiore a 100 ovvero con rilevanza economica strategica a livello regionale (o in più regioni), potranno usufruire di una deroga al normale limite massimo di CIGS, purché sia prevista la stipulazione di un accordo presso il MLPS e la conseguente presentazione, da parte dell’impresa, di piani di gestione intesi alla salvaguardia occupazionale (con opportune azioni di politiche attive), oltre che la sussistenza di una di tali ipotesi:

  1. il programma di riorganizzazione aziendale comprende investimenti complessi, non attuabili nel limite temporale di durata del trattamento straordinario (24 mesi);
  2. il medesimo programma contiene piani di recupero occupazionale e azioni di riqualificazione non attuabili nel limite temporale di 24 mesi;
  3. il piano di risanamento presenta interventi correttivi complessi, intesi a garantire la continuazione dell’attività aziendale e la salvaguardia occupazionale, non attuabili nel limite temporale di durata di 12 mesi (ex art. 22, comma 2, del D.Lgs. 148/2015).

Si ricorda che nei casi a) e b) la proroga può essere concessa fino ad un limite di 12 mesi, mentre nel caso c) è ammissibile una proroga nel limite massimo di 6 mesi.

Si segnala a tal proposito che il programma di riorganizzazione di cui all’articolo 21, comma 2, deve presentare un piano di interventi volto a fronteggiare le inefficienze della struttura gestionale o produttiva e deve contenere indicazioni sugli investimenti e sull’eventuale attività di formazione dei lavoratori e deve essere finalizzato a un consistente recupero occupazionale del personale interessato alle sospensioni o alle riduzioni dell’orario di lavoro.

Con riferimento alla terza casistica è invece opportuno segnalare che il piano di risanamento previsto dall’articolo 21, comma 3, contenuto in un programma di crisi aziendale, è volto a fronteggiare gli squilibri di natura produttiva, finanziaria, gestionale o derivanti da condizionamenti esterni e deve indicare gli interventi correttivi da affrontare e gli obiettivi concretamente raggiungibili finalizzati alla continuazione dell’attività aziendale e alla salvaguardia occupazionale.

La procedura di proroga

Prima di presentare istanza di proroga della CIGS è necessario stipulare un apposito accordo, sottoscritto presso la Direzione Generale dei Rapporti di Lavoro e delle Relazioni Industriali del Ministero del Lavoro con la presenza della Regione o le Regioni coinvolte, e con una quantificazione dell’onere finanziario dell’intervento di CIGS, sulla base delle modalità di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che sono state concordate tra le parti.

Solo in seguito è possibile effettuare la presentazione dell’istanza, utilizzando l’applicativo telematico cigsonline, allegando l’accordo governativo e una relazione che attesti la presenza dei requisiti previsti…

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