Gli oneri detraibili e deducibili in dichiarazione dei redditi: le principali novità

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato un corposo documento in materia di oneri detraibili, oneri deducibili, crediti d’imposta, ritenute, documenti da presentare e conservare con la dichiarazione dei redditi; l’obiettivo del vademecum è quello di offrire, in omaggio ai principi della trasparenza e soprattutto della collaborazione sanciti dallo Statuto dei diritti del contribuente, nell’ottica del potenziamento della tax compliance, a tutti gli operatori, uno strumento unitario che garantisce una applicazione uniforme delle norme sul territorio nazionale.
Con la circolare n. 7/E del 4 aprile 2018 dell’Agenzia delle Entrate è stata pubblicata la prima “Guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2017” che costituisce una trattazione sistematica delle disposizioni riguardanti ritenute, oneri detraibili, deducibili e crediti di imposta, anche sotto il profilo degli obblighi di produzione documentale da parte del contribuente al CAF o al professionista abilitato e di conservazione da parte di questi ultimi per la successiva produzione all’Amministrazione finanziaria.
La circolare n. 7/E del 27 aprile 2018 aggiorna la precedente richiamata Guida tenendo conto delle novità normative ed interpretative intervenute relativamente all’anno d’imposta 2017 e lasciandone inalterato l’impianto generale, al fine di consentirne una più agevole consultazione.
Viene confermata l’esposizione argomentativa che segue l’ordine dei quadri relativi al modello 730/2018 e che consente, pertanto, di individuare rapidamente i chiarimenti di interesse (come dimostra anche l’indice della circolare, che contiene espressamente il rigo di riferimento del modello dichiarativo). Tale modalità di consultazione potrebbe risultare utile anche ai singoli contribuenti che dovessero risolvere dubbi interpretativi.
Vediamo con il presente di analizzare alcune delle novità contenute nel corposo documento.
La novità del visto di conformità
La circolare n. 7  del 26 febbraio 2015 ha chiarito che il visto di conformità, che può essere apposto sulle dichiarazioni annuali e sulle richieste di rimborso IVA infrannuale, si rilascia mediante l’indicazione del codice fiscale e l’apposizione della firma nell’apposito spazio dei modelli dichiarativi e che per i modelli 730 non sono previste modalità specifiche, tenuto conto che in base all’articolo 34, comma 4, del decreto legislativo n. 241 del 1997, il responsabile dell’assistenza fiscale, o il professionista abilitato, svolge le attività di controllo ai fini del visto di conformità.
Pertanto, in caso di dichiarazione modello 730 presentata a un Caf o a un professionista abilitato, tenuto conto che le attività di controllo ai fini del visto di conformità sono state svolte dal responsabile dell’assistenza fiscale o dal professionista abilitato, anche in caso di indicazione nel Quadro I del modello 730 di un credito di importo superiore a 5.000 euro per l’utilizzo in compensazione mediante mod. F24 non è necessario richiedere l’apposizione di uno specifico visto di conformità (articolo 1, comma 574, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, come modificato dall’articolo 3, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96).
Resta fermo che qualora un contribuente che non possieda redditi derivanti da attività di impresa o di lavoro autonomo richieda l’assistenza fiscale di un Caf o di un professionista abilitato, in caso di utilizzo in compensazione di crediti superiori a euro 5.000, dovrà richiedere l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione Redditi PF.
Al riguardo, si confermano i chiarimenti della circolare n. 28, del 2014, secondo la quale i RAF dei CAF-dipendenti possono apporre il visto di conformità sulle dichiarazioni dei soggetti nei confronti dei quali, secondo il decreto legislativo n. 241 del 1997, già svolgono l’attività di assistenza fiscale.

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