Documenti all’ufficio, accertamento valido prima di 60 giorni

Non c’è violazione del principio del contraddittorio e l’avviso di accertamento emesso prima dei 60 giorni è valido, se il contribuente ha già consegnato i documenti presso l’amministrazione finanziaria

Il tema dell’accertamento anticipato

Non c’è violazione del principio del contraddittorio e l’avviso di accertamento emesso prima dei 60 giorni è valido, se il contribuente ha già consegnato i documenti presso l’amministrazione finanziaria.

Infatti se l’Agenzia non procede ad alcuna verifica nei locali dell’impresa, non c’è violazione delle norme dello Statuto del contribuente (Legge n. 212/2000), che risultano funzionali ad assicurare  una equilibrata composizione delle contrapposte esigenze delle parti nell’esecuzione della verifica ossia il contraddittorio tra le parti (Cass. n. 8246/2018).

Si prende spunto da tale recente decisione per tornare sul tema dell’accertamento emesso prima del termine di 60 giorni di cui all’art. 12, comma 7 della Legge n. 212/2000, il quale stabilisce che l’avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del termine di 60 giorni, termine entro cui il contribuente può comunicare le proprie osservazioni e richieste nonché produrre documentazione idonea a tutelare la propria posizione.

Normativa di riferimento

L’art. 12 della legge n. 212/2000 (Statuto del contribuente) stabilisce il diritto del contribuente, sottoposto a verifica fiscale, a presentare all’ufficio, entro il termine di sessanta giorni, osservazioni e richieste, che dovranno essere valutate dallo stesso ufficio impositore.

L’accertamento non può essere emesso, quindi, prima della scadenza di detto termine, eccezion fatta per situazioni di particolare e motivata urgenza; tale disposizione non prevede alcuna sanzione in caso di violazione, prevedendo una forma di contraddittorio differito rispetto alla verifica ovvero un contraddittorio preventivo da svolgere subito dopo il processo verbale e prima dell’emissione dell’accertamento.

L’art. 12 costituisce concreta attuazione dei principi di collaborazione e buona fede legati alla diretta applicazione di principi costituzionali (buon andamento e imparzialità) e di quelli comunitari (Corte di Giustizia, causa C-276/12 e C-349/07), per cui il mancato rispetto del termine in esame determina la sanzione di invalidità dell’atto.

 L’art. 37-bis del Dpr n. 600/1973 stabilisce che l’ufficio finanziario deve emanare, a pena di nullità, l’avviso di accertamento, previa richiesta al contribuente anche per lettera raccomandata, di chiarimenti da inoltrare per iscritto entro 60 giorni dalla data di ricezione della richiesta. Tale norma costituisce concreta attuazione dei principi di collaborazione e procedimentale delle fattispecie abusive al pari dell’art. 12, co 7, ed entrambe devono essere interpretate unitariamente secondo l’interpretazione della giurisprudenza comunitaria. Quest’ultima ha ritenuto che il rispetto dei diritti di difesa rappresenta un principio generale del diritto comunitario che trova applicazione ogni volta che l’ufficio adotta un atto lesivo nei confronti di un soggetto (Cass., SU,. n. 18134/2013).

Fattispecie

Nel caso in esame il contribuente ha impugnato l’avviso di accertamento emesso dall’ufficio per maggiori imposte Irpef dovute per l’anno 2000 per indebita emissione di una nota di credito per corrispettivi non incassati relativi a tre fatture. In primo grado la CTP ha respinto il ricorso mentre in appello la CTR lo ha accolto parzialmente. Il ricorrente ha proposto ricorso per Cassazione eccependo che la sentenza di appello non aveva considerato che lo stesso non era stato messo nelle condizioni di partecipare alle operazioni di verifica e che l’atto impositivo era stato notificato prima del decorso del termine di sessanta giorni.

La Corte, non accogliendo il ricorso, ha ritenuto che nel caso in oggetto non si è proceduto ad alcuna verifica nei locali della società per cui è esclusa la violazione delle disposizioni contente nel citato art. 12 legge n. 212/2000. Di conseguenza tale normativa trova applicazione solo se si tratta di accessi, ispezioni e verifiche eseguite…

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