Reati tributari: risponde anche il prestanome

Pubblicato il 26 marzo 2018

In caso di reati tributari commessi tramite uno schermo societario risponde dei fatti in concorso con l’amministratore di fatto anche il mero prestanome

La Corte di Cassazione – con la sentenza 1590 del 16 gennaio 2018 – ha precisato che il rappresentante legale di una società risponde dei reati penal-tributari disciplinati dal D.Lgs. n. 74/2000, in concorso con l’amministratore di fatto, nel momento in cui, pur rivestendo un mero ruolo formale e, quindi, di c.d. “testa di legno”, ha in ogni caso avuto consapevolezza dei meccanismi e dell’operatività illecita dell’impresa, di cui ha accettato la carica formale congiuntamente ai correlati rischi.

In particolare, nel caso di specie, la Suprema Corte