Inammissibile l'appello notificato via PEC

La notifica dell’appello prodotta dall’ufficio finanziario in via telematica è da ritenersi inammissibile.
La notifica di atti giudiziali tributari a mezzo pec non può ritenersi ammissibile ai sensi dell’esclusione disposta dall’art. 16, c. 4, del Regolamento dell’utilizzo della Pec approvato con Dpr n. 684/2005,  non rilevando al riguardo la natura facoltativa del processo tributario telematico, in vigore dal 1° dicembre 2015, in quanto la scelta di utilizzo dello stesso va effettuata ab origine, ovvero sin dal primo grado (CTR Firenze n. 1377/2017).
Processo Telematico
Sul tema il decreto direttoriale 4 agosto 2015 (G.U. n. 184 del 18/08/2015) ha stabilito le regole tecniche riguardanti il deposito del ricorso e la costituzione in giudizio nel processo tributario telematico, previa notifica a mezzo PEC che, introdotto nel dicembre 2015 presso le Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali di Toscana ed Umbria, è stato poi esteso in tutto il Paese dal 15 luglio 2017.
Il decreto contiene le regole tecnico-operative sul telematico previsa registrazione al Sigit (sistema informativo della giustizia tributaria), le notificazioni e comunicazioni, la costituzione in giudizio, formazione e consultazione del fascicolo, il deposito degli atti e il pagamento del contributo unificato,  da eseguirsi secondo le norme contenute nel DPR n. 115/2002.
Ai fini della costituzione in giudizio il ricorrente trasmette al Sigit il ricorso, la ricevuta PEC attestante l’avvenuta notifica dello stesso, la procura alle liti. La documentazione comprovante il pagamento del contributo unificato tributario e gli eventuali allegati, previo inserimento dei dati richiesti dal sistema per l’iscrizione a ruolo. Con le medesime modalità dovranno essere trasmessi gli atti successivi alla costituzione in giudizio (art. 7 dd). Per la parte resistente la costituzione in giudizio viene operata con la trasmissione degli atti e dei documenti al Sigit da parte del professionista; il sistema informativo, in seguito alla trasmissione, rilascia la ricevuta di accettazione contenente il numero, data e ora della trasmissione degli atti (art 8 DD).
Fattispecie
Il contribuente ha proposto ricorso avverso l’avviso di liquidazione in seguito alla revoca dei benefici fiscali per la prima casa. La CTP ha accolto il ricorso e avverso tale sentenza l’Agenzia delle entrate ha proposto appello notificandolo a mezzo pec presso il domicilio del difensore. Il contribuente da parte sua ha contestato l’inammissibilità della notifica dell’appello in via telematica dell’Agenzia delle entrate.
La CTR ha ritenuto fondata l’eccezione del contribuente circa l’inammissibilità dell’appello prodotto dall’ufficio con notifica a mezzo pec. Infatti tale notifica non può ritenersi ammissibile attesa l’esclusione contenuta dall’art. 16, comma 4, del regolamento sull’utilizzo della pec di cui al Dpr n. 684/2005.
I giudici hanno spiegato, attesa l’eccezione dell’ufficio circa la facoltatività dell’uso dei mezzi di notifica per cui  la regione Toscana ne risulta abilitata dal dicembre 2015, che il processo tributario telematico è stato si avviato ma lo strumento della Pec è soggetta ad una serie di atti successivi collegata alla stessa. Ciò vale non solo per l’attività successiva alla comunicazione dell’atto di appello, ma anche per gli atti compiuti nel primo grado, ossia la scelta i utilizzo dei predetti strumenti va effettuata ab origine ovvero sin dal primo grado.
La costituzione, la proposizione del ricorso possono essere eseguiti per via telematica, conseguendo che anche tutti gli atti del processo tributario, ivi compreso l’atto di appello, potrà essere effettuato con tale formula, in base agli artt 16 e 16-bis del regolamento n. 684/2005.
 Non appare condivisibile il contrario, ossia la modifica di un iter cartaceo, in primo grado, in telematico in appello, superando così, di colpo, la normativa specifica in tema di …

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