Dichiarazione integrativa oltre l'anno: secondo i giudici di merito è ammissibile anche se presentata prima del 24 ottobre 2016

Dichiarazione integrativa: si apre uno “spiraglio” per i contribuenti che hanno rettificato in proprio favore la dichiarazione dei redditi oltre l’anno, ma entro il termine previsto ai fini degli accertamenti fiscali, avvalendosi di tale possibilità prima del 24 ottobre 2016.

La novità è stata prevista durante l’iter di conversione del D.L. n. 193/2016, ed in particolare dall’art. 5, che ha modificato l’art. 2, comma 8 bis del D.P.R. n. 322/1998. Tuttavia, secondo l’interpretazione fornita dall’Agenzia delle entrate, la novità, cioè la possibilità di rettificare la dichiarazione Iva in proprio favore oltre il termine dell’anno, riguarderebbe esclusivamente le dichiarazioni presentate con decorrenza dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del predetto decreto. Secondo questa interpretazione restrittiva resterebbero escluse dalla possibilità le dichiarazioni fiscali presentate anteriormente al 24 ottobre 2016.

I giudici di merito, invece, si sono orientati in senso diametralmente opposto con ls sentenza n. 3819/1/2017 della Commissione tributaria regionale della Lombardia. E’ stato così sovvertito il giudicato di primo grado, che si era orientato in senso favorevole all’operato dell’Ufficio.

Il caso in contestazione riguardava una società e i relativi soci che hanno presentato dichiarazione integrativa nell’anno 2004. La rettifica ha interessato i periodi di imposta 2001 – 2004, ed è stata effettuata al fine di “recuperare” l’agevolazione prevista dalla legge c.d. Tremonti – bis, che non era stata applicata nel 2001. Le ragioni dell’errore risiedevano nei dubbi circa la possibilità di applicare la disciplina in rassegna con riferimento all’acquisto di beni immobili strumentali.

La società ha presentato sia l’istanza di rimborso, ma anche la dichiarazione integrativa. L’ufficio non ha fornito alcuna risposta, ma costituendosi in giudizio a seguito del contenzioso incardinato dalla società ha eccepito la tardività della dichiarazione integrativa. Ciò in base a quanto previsto dalla disposizione allora in vigore, ed in particolare in base all’art. 2, comma 8 – bis del D.P.R. n. 322/1998.

La possibilità di applicare l’agevolazione prevista dalla legge c.d. Tremonti – bis agli immobili strumentali è stata confermata dalla Risoluzione n. 132 del 2010. Le ragioni del contenzioso non riguardavano, quindi, il merito circa la spettanza dell’agevolazione. La contestazione ha interessato esclusivamente la tardività della presentazione della dichiarazione integrativa.

La decisione favorevole al contribuente dei giudici di merito è imperniata sull’orientamento manifestato dalla Corte di Cassazione. In particolare la sentenza n. 13378/2016 a Sezioni Unite si è espressa in senso favorevole all’emendabilità del modello in favore del contribuente, quindi con l’emersione di un maggior credito o di un minor debito, anche oltre il termine di presentazione della dichiarazione successiva.

Secondo le disposizioni attualmente in vigore, ed in particolare dopo l’approvazione del D.L. n. 193/2016, il tema non è in discussione. Tuttavia il contenzioso riguarda le dichiarazioni presentate anteriormente al 24 ottobre 2016. Ciò in quanto l’Agenzia delle entrate non riconosce la retroattività dell’intervento normativo.

I dubbi traggono però origine proprio dalla sentenza della Cassazione a Sezioni Unite in quanto non si è espressa così chiaramente. In primo luogo è stato affermato che la dichiarazione può essere emendata, ma non oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo.  L’interpretazione inziale sembrerebbe quindi essere restrittiva. Subito dopo è stato precisato che il contribuente “in sede contenziosa può sempre opporsi alla maggiore pretesa tributaria dell’amministrazione finanziaria, allegando errori, di fatto o di diritto commessi nella redazione della dichiarazione,…

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