Professionisti: come trasferire i contributi versati indebitamente alla Gestione Separata INPS

di Antonella Madia

Pubblicato il 15 marzo 2018



L’INPS ha finalmente affrontato la delicata questione della contribuzione indebitamente versata alla Gestione Separata da parte di professionisti che svolgono attività il cui esercizio è riconducibile e subordinato all’iscrizione all’Albo Professionale. Come deve comportarsi in questi casi il professionista? Può presentare istanza di rimborso all’INPS per poi effettuare un nuovo pagamento della stessa natura e con l’aggravio di sanzioni alla Cassa Professionale oppure è l’Istituto previdenziale stesso a trasferire i contributi erroneamente versati? In quest’ultimo caso, il trasferimento avviene in maniera automatica o è necessario fare domanda all’INPS?

La Finanziaria del 2001 (L. n. 388/2000) all’art. 116, comma 20, ha previsto che il pagamento della contribuzione previdenziale, effettuato in buona fede ad un ente previdenziale pubblico diverso dal creditore effettivo, ha effetto liberatorio nei confronti del contribuente. Conseguentemente, l’ente che ha ricevuto il pagamento deve provvedere al trasferimento delle somme incassate, senza aggravio di interessi, all’ente titolare della contribuzione.

L’INPS, ancor prima dell’entrata in vigore della menzionata norma, era intervenuto con due Circolari (nn. 83/1997 e 193/1998) a chiarire quando il contribuente può chiedere il rimborso della contribuzione pagata indebitamente alla Gestione Separata INPS, con particolare riguardo alla contribuzione risultante eccedente. In tal caso, le succitate Circolari precisano che la richiesta di rimborso è presentata dal professionista, in quanto soggetto obbligato al pagamento diretto del contributo risultante a debito, e dal committente e/o collaboratore o parasubordinato, ciascuno per la propria quota nel caso di contratto di collaborazione o rapporto assimilato. 

Contributi versati ad ente diverso

Grazie all’entrata in vigore dell’articolo 116, comma 20, della Legge n. 388/2000, laddove un contribuente abbia versato i contributi presso un ente previdenziale pubblico diverso da quello effettivamente creditore (per esempio, un professionista ha versato