Come fare il ravvedimento operoso per le omesse Liquidazioni Periodiche

Come annunciato e commentato nei giorni scorsi sul Commercialista Telematico (si veda, tra i tanti interessanti, l’articolo Anomalie sulle comunicazioni IVA: il fisco gioca d’anticipo) è stato emanato il provvedimento diretto a favorire la compliance in tema di liquidazioni periodiche (di seguito Li.Pe).

L’obiettivo è quello di favorire l’adempimento spontaneo all’obbligo previsto dall’articolo 21 bis del DL 78/2010 e far emergere dunque la base imponibile.

A tale scopo, il Fisco mette a disposizione, tramite queste missive, le informazioni dalle quali emerge che, relativamente al trimestre di riferimento, risultano comunicati dati di fatture emesse e non risulta pervenuta alcuna Comunicazione di Liquidazione periodica Iva.

Questo provvedimento, che per inciso dimostra quanto sia stato “poco tecnico” l’espediente – da alcune parti sollevato e proposto – di non inviare le Liquidazioni periodiche onde evitare un tempestivo avviso bonario, invita dunque il contribuente che in effetti non ha inviato la Li.pe ma era tenuto a farlo, alla necessità di adoperarsi, tramite l’istituto del ravvedimento operoso, a sanare tempestivamente l’omissione.

Vediamo dunque come procedere nel caso in specie.

Innanzitutto occorre ricordare che la sanzione edittale (che è quella a cui commisurare la riduzione da ravvedimento) è pari a 250 o 500 euro, a seconda che la presentazione avvenga entro o oltre 15 giorni dalla scadenza.

In secondo luogo, occorre tenere ben in mente che l’entità della sanzione edittale da prendere come riferimento è determinata dal momento di presentazione della Li.pe., mentre l’elemento che determina la misura della riduzione (1/9, 1/8 e così via) della sanzione così determinata è quello in cui si effettua il pagamento.

Ultima premessa: nel computo dei termini dalla scadenza, la sua data è da intendersi “comprensiva” di eventuale proroga. Se dunque la scadenza originaria era – ad esempio – il 15/9, poi prorogata al 30/9, il termine iniziale da cui far decorrere i giorni per il conteggio è il 30/9, e non certo il 15/9.

 

Presentazione Lipe entro 15 giorni dalla scadenza

Nell’ambito della compliance, è impossibile che si realizzi questa fattispecie; tuttavia riteniamo utile illustrarla in quanto utile in caso di ravvedimenti che esulano da questa particolare circostanza.

In tal caso, il contribuente dovrà pagare una sanzione ridotta pari a

– 1/9 di 250 euro, ossia 27,78, se anche il pagamento interviene entro lo stesso termine della presentazione;

– 1/8 di 250 euro, ossia 31,25, se il pagamento interviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione Iva annuale (30/4/2018 per l’anno 2017);

– 1/7 di 250 euro, ossia 35,71, se il pagamento interviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione Iva annuale dell’anno successivo a quello in cui la Lipe è stata presentata (30/4/2019, salve proroghe, per l’anno 2018);

– 1/6 di 250 euro, ossia 41,67, se il pagamento interviene successivamente al 30/4/2019;

– 1/5 di 250 euro, ossia 50, 00 euro, se il pagamento interviene entro l’eventuale notifica dell’atto di accertamento.

 

Presentazione Lipe dopo 15 giorni dalla scadenza

In tal caso, il contribuente dovrà pagare una sanzione ridotta pari a

– 1/9 di 500 euro, ossia 55,56, se anche il pagamento interviene entro lo stesso termine della presentazione;

– 1/8 di 500 euro, ossia 62,50, se il pagamento interviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione Iva annuale (30/4/2018 per l’anno 2017);

– 1/7 di 500 euro, ossia 71,43, se il pagamento interviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione Iva annuale dell’anno successivo a quello in cui la Lipe è stata presentata (30/4/2019, salve proroghe, per l’anno 2018);

– 1/6 di 500 euro, ossia 83,33, se il pagamento interviene successivamente al 30/4/2019;

– 1/5 di 500 euro, ossia 100, 00 euro, se il pagamento interviene entro l’eventuale notifica…

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