Naspi e attività lavorativa: compatibilità e cumulabilità

di regola la NASPI cessa di essere erogata nel momento in cui il lavoratore intraprende una nuova attività lavorativa, tuttavia esistono eccezioni in cui la stessa può essere sospesa o corrisposta in misura intera o ridotta, anche in presenza di attività lavorativa da parte del beneficiario: analisi delle casistiche con particolare riguardo al contributo all’autoimprenditorialità

Uno dei requisiti richiesti affinché il lavoratore possa percepire la NASPI, in aggiunta alla perdita involontaria dell’occupazione, è lo stato di disoccupazione il quale presuppone, in primis, l’assenza di un impiego nonché la dichiarazione di immediata disponibilità all’attività lavorativa (c.d. DID) e la partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro, condizioni che devono generalmente permanere per tutto il periodo di fruizione dell’indennità.

Come si coniugano queste condizioni con l’attività lavorativa e la percezione di un reddito?

Una riposta a questo interrogativo era già contenuta negli articoli 9 e 10 del D.Lgs. n. 22/2015, integrata da parte dell’INPS con chiarimenti sulla cumulabilità con il lavoro autonomo (circ. 94/2015), con il lavoro accessorio, il lavoro intermittente, il lavoro all’estero e gli emolumenti percepiti per lo svolgimento di cariche pubbliche e non elettive (circ. 142/2015) e, da ultimo, con la circolare n. 174/2017.

Infatti, in presenza di contestuale attività di lavoro, il soggetto percettore di NASPI conserva il diritto a detta prestazione, ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto derivante dall’attività di lavoro, purché comunichi, entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, il reddito annuo previsto all’INPS.

 

LA CUMULABILITÀ CON IL LAVORO SUBORDINATO

Come accennato, l’art. 9 del D.Lgs. n. 22/2015 disciplina i casi di attività di lavoro subordinato instaurata in costanza di percezione della NASPI.

Analizziamo le casistiche che si possono presentare per un soggetto percettore di NASPI che instauri un rapporto di lavoro subordinato:

  • con reddito annuale fino al reddito minimo escluso da imposizione fiscale (ovvero pari a 8.000,00 euro): in questo caso si ha il mantenimento della NASPI che verrà però percepita in misura ridotta se il lavoratore provvede alla comunicazione all’inps entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Qualora non provveda alla comunicazione, il lavoratore decade dal diritto alla percezione dell’indennità;
  • con reddito annuale superiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale e di durata superiore a 6 mesi: in questo caso si ha decadenza dalla NASPI;
  • con reddito annuale superiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale e di durata fino a 6 mesi (anche in caso di lavoro a temine instaurato all’estero): in questo caso si ha la sospensione d’ufficio della NASPI per tutta la durata del rapporto di lavoro;
  • nel caso di più rapporti part-time, di cui uno cessi con una “causale” che dia diritto alla NASPI con reddito annuale fino al reddito minimo escluso da imposizione fiscale: in questo caso si ha il mantenimento della NASPI percepita in misura ridotta se il lavoratore provvede alla comunicazione all’INPS, entro 30 giorni dalla domanda di prestazione, il reddito annuo previsto.

 

LA CUMULABILITÀ CON L’ATTIVITÀ IN REGIME DI LAVORO AUTONOMO O DI IMPRESA

Sempre nel D.Lgs. n. 22/2015 troviamo, questa volta agli articoli 8 e 10, la disciplina applicabile nel caso di concomitante instaurazione di attività in regime di lavoro autonomo o di impresa individuale.

Innanzitutto è opportuno precisare che la mera iscrizione del beneficiario della NASPI ad Albi professionali o la semplice apertura di una partita IVA, non sono condizioni di per sé sufficienti a far supporre lo svolgimento di attività di lavoro autonomo o di impresa.

Infatti, se l’attività viene effettivamente svolta e il soggetto non ha provveduto a comunicarne l’avvio con indicazione del relativo reddito presunto, si avrà la decadenza dalla prestazione, ma se l’attività non risulta svolta la prestazione continuerà ad essere erogata.

Infatti, il lavoratore che avvia un’attività di lavoro autonomo o di impresa potrà continuare a percepire la NASPI, seppure in misura ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto, a condizione che siano rispettate le seguenti condizioni:

  • il reddito…
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