Società di persone e processo tributario: litisconsorzio necessario

Il ricorso proposto anche da uno dei soci o dalla società (di persone) comporta l’integrazione del contraddittorio e la controversia non può essere decisa solo per alcuni di essi, pena la nullità assoluta.
Quanto precede è contenuto nella sentenza n. 23144/2017 della Corte di Cassazione in cui emerge che l’unitarietà dell’accertamento è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e la mancata costituzione del litisconsorzio necessario è rilevabile d’ufficio (cfr. anche n. 23226/2017).
L’art. 14 D.Lgs n. 546/92, recante disposizioni in tema di litisconsorzio e intervento, prevede che se il ricorso non è stato proposto da e nei confronti di tutti i soggetti, legati “inscindibilmente” a tale ricorso, il giudice ordina l’integrazione del contraddittorio attraverso la chiamata in causa di tutti i soci. Il concetto di “inscindibilità deve legarsi al concetto di impossibilità logico-giuridica di pervenire ad una decisione del giudizio senza la partecipazione congiunta di tutti i soggetti interessati.
Il principio dell’esistenza di un litisconsorzio necessario fra soci e società di persone nel caso di impugnazione dell’accertamento unitario, è stata riaffermata dalla recente giurisprudenza secondo cui, l’impugnazione dell’atto deve essere fatta sin dall’introduzione del giudizio con la partecipazione di tutte le parti interessate (società e soci), cd. “litisconsorzio necessario”. In caso contrario, sarà nulla la sentenza del giudice che non abbia disposto l’integrazione del contraddittorio di tutti gli interessati (Cass. n. 2243872016). Per quanto riguarda l’IVA, al contrario delle imposte sui redditi, non si determina automaticamente il litisconsorzio necessario, fatta salva la circostanza in cui l’ufficio finanziario abbia proceduto ad accertare, attraverso un avviso di accertamento unitario, le imposte sul reddito, l’IVA e l’IRAP, con aspetti ai fini IVA non passibili di autonoma definizione in funzione di circostanze specifiche (Cass n. 18690/2016).
Nel caso in esame la società di persone e i soci impugnavano l’avviso di accertamento. La CTP con distinte sentenze rigettava il ricorso della società e di un socio, mentre il ricorso di un altro socio seguiva un iter processuale autonomo, deciso in un’altra sentenza, che non era riunito nel grado di appello.
A seguito di sentenza di rigetto della CTR, la società e un socio hanno proposto ricorso per cassazione eccependo che, trattandosi di contenzioso unitario, tutti i giudizi dovevano essere riuniti sin dal primo grado.
La Corte ha ritenuto fondato il ricorso attesa la legittimità della costituzione del litisconsorzio necessario, rilevabile anche d’ufficio. L’unitarietà dell’accertamento è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e delle associazioni ex art. 5 Dpr n. 917/1986 (Tuir) e dei soci della stessa con conseguente imputazione dei redditi a ciascun socio.
Il ricorso tributario proposto da uno dei soci o dalla società riguarda sia la società che i soci, sicché tutti questi soggetti devono essere parte dello stesso procedimento e la controversia non può essere decisa limitatamente nei confronti solo di alcuni di essi. Conseguentemente il ricorso proposto, da uno solo dei soggetti interessati richiede l’integrazione del contraddittorio e il successivo giudizio senza la partecipazione di tutti i litisconsorti è nullo.
Alla luce di quanto precede l’accoglimento del ricorso ha comportato la nullità dell’intero giudizio e il conseguente rinvio della causa ad altra sezione della Commissione competente
La giurisprudenza di legittimità ha affermato che l’operatività della regola del litisconsorzio necessario non è esclusa dal fatto che l’atto impugnato abbia ad oggetto oltre ad un debito Irap anche un debito Iva, atteso che l’accertamento di un maggior imponibile Iva a carico di una società di persone …

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