Reclamo e mediazione tributaria: dall'1 gennaio 2018 le nuove soglie

Reclamo e mediazione tributaria: dall’1/1/2018 nuova soglia a 50.0000 euro
L’Agenzia delle Entrate con la circolare n.30/E del 22 dicembre 2017, dal titolo “Reclamo/mediazione tributaria – Modifiche apportate dall’articolo 10 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 – Chiarimenti e istruzioni operative” ha fornito gli ultimi chiarimenti in merito alle nuove disposizioni introdotte dalla Manovra Correttiva 2017 (D.L. 50/2017 conv. nella legge 21/6/2017 n. 96).
L’articolo 10 del decreto-legge 24 aprile 2017 n. 50, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017 n. 96, ha modificato la disciplina del reclamo/mediazione di cui all’articolo 17-bis, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, elevando da ventimila a cinquantamila euro la soglia di valore delle liti che delimita l’ambito di applicazione dell’istituto ed escludendo espressamente le controversie relative a tributi che, sulla base del diritto comunitario, costituiscono risorse proprie tradizionali.
L’entrata in vigore della nuova disciplina
Con riferimento all’entrata in vigore dell’innalzamento della soglia di valore delle controversie mediabili, il comma 2, dell’articolo 10, della citata Manovra Correttiva 2017, precisa che “Le modifiche di cui al comma 1 si applicano agli atti impugnabili notificati a decorrere dal 1° gennaio 2018”.
Per l’individuazione del dies a quo della nuova disciplina l’Agenzia delle Entrate ricorda la nozione di atto notificato.
In particolare, la notifica si considera perfezionata al momento della ricezione dell’atto da parte del contribuente e, dunque, rileva la data in cui la notifica si perfeziona per il destinatario. Ne consegue che, se l’atto è notificato a mezzo posta anteriormente al 1° gennaio 2018, ma ricevuto dal contribuente successivamente a tale data, l’eventuale controversia innanzi alla Commissione tributaria provinciale, anche di valore superiore a ventimila e fino a cinquantamila euro, ricade nell’ambito di applicazione dell’articolo 17-bis, del D.Lgs. n. 546 del 1992.
Qualora l’impugnazione concerne il rifiuto tacito alla restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie e interessi o altri accessori, occorre tenere conto della regola fissata dall’articolo 21, comma 2, del D.Lgs. n. 546 del 19928, secondo cui il ricorso non può essere proposto prima del decorso di novanta giorni dalla data di presentazione della domanda di restituzione. Pertanto, il reclamo/mediazione trova applicazione anche nei casi in cui , alla data del 1° gennaio 2018, non sia decorso il termine di novanta giorni dall’avvenuta presentazione di istanze relative a rimborsi superiori a ventimila e fino a cinquantamila euro, mentre non opera se, alla medesima data , tale termine dilatorio risulti già spirato.
In sintesi, il reclamo/mediazione si applica anche alle controversie di valore superiore a ventimila e fino a cinquantamila euro concernenti:

atti notificati ( ricevuti dal contribuente) a decorrere dal 1º gennaio 2018;

rifiuti taciti per i quali, alla data del 1º gennaio 2018, non sia interamente decorso il termine di novanta giorni dalla presentazione della domanda di restituzione.

L’istituto del reclamo/mediazione
L’istituto del reclamo/mediazione nel processo tributario è uno strumento deflativo del contenzioso, volto a prevenire ed evitare le controversie che possono essere risolte senza ricorrere al giudice.
L’articolo 39, comma 9, del D.L. n. 98 del 2011, ha introdotto l’istituto del reclamo e della mediazione; trattasi di una procedura da esperire obbligatoriamente prima della presentazione del ricorso, al fine di fornire uno strumento di risoluzione stragiudiziale delle controversie con l’amministrazione finanziaria aventi un valore inferiore o pari a ventimila euro (importo modificato a 50.000 dal primo gennaio 2018), relative a tutti gli atti impugnabili emessi esclusivamente dall’Agenzia delle Entrate.
Tale norma ha inserito l’…

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