Dal 2018 deducibili per il datore di lavoro i titoli di viaggio dei dipendenti

Novità della Legge di Bilancio 2018

La Legge di Bilancio 2018, Legge n. 205 del 27 dicembre 2017, prevede numerose novità per altrettanto numerose categorie di soggetti: esaminando le migliaia di commi previsti dalla manovra, si possono notare infatti agevolazioni e cambiamenti non indifferenti. Sicuramente tra questi rientra anche la detraibilità delle spese per il trasporto pubblico locale, ma soprattutto – per quanto concerne nello specifico il lavoro dipendente – la deducibilità per i datori di lavoro delle spese riguardanti il rimborso dei titoli di viaggio dei propri lavoratori dipendenti. Le novità sono contenute rispettivamente:

  1. detraibilità del 19% per le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, contenuta nell’art. 1, comma 28, lett. a), n. 1);
  2. deducibilità delle somme erogate o rimborsate alla generalità o a categorie di dipendenti dal datore di lavoro o le spese da quest’ultimo direttamente sostenute, per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei familiari, contenuta nell’art. 1, comma 28, lett. b).

Dopo aver segnalato dove è possibile rinvenire le modifiche, si passa ad analizzare ciascuna disposizione.

 

Detraibilità spese di viaggio

Sulla base di quanto previsto dall’articolo 1, comma 28, della L. di Bilancio, è stata apportata una modifica al Testo Unico delle Imposte sui Redditi, D.P.R. n. 917/1986, inserendo all’articolo 15, comma 1, la lettera i-decies), prevedendo che “le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale per un importo non superiore a 250 euro” saranno detraibili dall‘imposta lorda per un importo pari al 19 per cento, se non deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formare il reddito complessivo.

Tali detrazioni – sulla base di quanto previsto dall’innesto contenuto nella L. di Bilancio, art. 1, comma 28, lettera a), numero 2) – potranno essere estese non solo nei confronti del soggetto dichiarante, nei confronti dei familiari: sarà così possibile – a partire dal 1° gennaio 2018 – beneficiare della detrazione per l’abbonamento di bus, metro o treni, purché entro il limite di spesa di 250 euro; ciò significa, a conti fatti, che lo sconto massimo che sarà possibile richiedere in detrazione sull’IRPEF ammonterà al massimo a 47,50 euro. Sul punto è necessario sottolineare che la disposizione in questione prevede espressamente la detrazione “per l’acquisto di abbonamenti” a servizi di trasporto pubblico locale, ritenendosi così esclusi i biglietti giornalieri ovvero orari, e considerando titoli validi ai fini della detrazione quelli in cui è presente l’indicazione della società emittente, la descrizione del trasporto effettuato, il totale effettivamente pagato, così come il periodo di validità.

 

Deducibilità per il datore di lavoro che eroga ai dipendenti buoni TPL

Ma la novità che in assoluto sul tema riveste maggiore interesse per il lavoro dipendente – e in particolare per i datori di lavoro – riguarda la possibilità di dedurre completamente i buoni per il trasporto pubblico locale erogati da parte dei datori di lavoro: così, questi ultimi avranno la possibilità di dedurre, facendoli rientrare tra i costi sostenuti nell’esercizio dell’impresa (grazie all’introduzione nella Legge di Bilancio di una disposizione contenente un innesto all’interno dell’articolo 51, comma 2, del TUIR, cioè la lettera d-bis)), “le somme erogate o rimborsate alla generalità o a categorie di dipendenti dal datore di lavoro o le spese da quest’ultimo direttamente sostenute, volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale, per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei…

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