NASpI e casi di compatibilità con altre tipologie di reddito

L’indennità definita come “Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego”, istituita con D.Lgs. n. 22/2015, è uno strumento estremamente utile nel caso di involontaria perdita di lavoro, ma comporta anche una preliminare verifica in ordine alla posizione soggettiva del lavoratore che vuole fare domanda: infatti numerose sono le casistiche da tenere in considerazione per evitare di incorrere nella decadenza dal diritto alla prestazione e nel rischio di dover restituire quanto percepito. Con il presente contributo, dopo una iniziale disamina dell’istituto in questione, si procede all’analisi di tutte le condizioni di compatibilità/incompatibilità della NASpI con altre tipologie di reddito.
NASpI, caratteristiche e modalità
Il D.Lgs. n. 22/2015, entrato in vigore il 7 marzo dello stesso anno, ha recato disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati, in attuazione di quanto previsto dalla Legge n. 183/2014. L’articolo 1 di tale Decreto introdusse così nel nostro ordinamento la “Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego” per i lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il rapporto di lavoro, definita in breve con l’acronimo NASpI. Tale forma di sostegno permette di ricevere una somma, rapportata al totale dei mesi effettivi di contribuzione, la quale consente di sopperire alla perdita del rapporto di lavoro, e consentire in maniera più agevole la ricerca di nuova occupazione.

Allo stato attuale tante sono state le delucidazioni fornite in ordine alla possibilità o meno di percepire di tale sussidio, al punto che anche recentemente l’Istituto Previdenziale ha fornito ulteriori chiarimenti in ordine alla compatibilità o meno della NASpI con altre attività lavorative o altri redditi; ma prima di entrare nel merito di quanto ulteriormente specificato, appare opportuno fare innanzitutto una disamina della disciplina in materia di NASpI, cercando di comprendere modalità di accesso, soggetti interessati, e ammontare dell’indennità.
Decorrenza
La NASpI decorre così:

dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro, se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno;
dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda qualora la domanda sia stata presentata successivamente all’ottavo giorno;
dall’ottavo giorno successivo alle date di fine dei periodi di maternità, malattia, infortunio sul lavoro/malattia professionale o di mancato preavviso qualora la domanda sia stata presentata entro l’ottavo giorno, ovvero dal giorno successivo alla presentazione della domanda qualora questa sia presentata successivamente all’ottavo giorno ma nei termini di legge;
dal trentottesimo giorno successivo alla data di cessazione a seguito di licenziamento per giusta causa, qualora la domanda sia stata presentata entro l’ottavo giorno successivo al termine di 30 giorni posteriori a tale tipologia di licenziamento, ovvero dal giorno successivo alla presentazione della domanda qualora questa sia presentata successivamente all’ottavo giorno ma, comunque, nei termini di legge.

I soggetti interessati
Tale sussidio è rivolto:
– ad apprendisti, soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative; personale artistico con rapporto di lavoro subordinato; dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni, e lavoratori dipendenti del settore privato.

Non possono accedere alla prestazione:
– dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni; operai agricoli a tempo determinato e indeterminato, lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato, lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, qualora non optino per la NASpI.

Tali …

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